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La nuova Pamela Anderson in "The Last showgirl" di Gia Coppola

di TMNews lunedì 31 marzo 2025
2' di lettura

Roma, 31 mar. (askanews) - Pamela Anderson, in una veste totalmente inedita, è la straordinaria protagonista del film di Gia Coppola "The Last Showgirl", nei cinema dal 3 aprile. Shelly, ballerina di Las Vegas con un passato fatto di applausi e grande pubblico, è costretta a lasciare il palcoscenico dove si è esibita per 30 anni perché quello spettacolo non funziona più. Lei, che per amore della sua arte e delle luci della ribalta ha fatto scelte complicate nella vita, si ritrova come molti altri americani, senza lavoro, senza assicurazione sanitaria, senza prospettive.

Gia Coppola, nipote di talento di Francis e di Sofia, ha raccontato: "Capita spesso che le donne perdano il lavoro proprio a causa della loro età, specialmente quando il loro reddito dipende dall'aspetto fisico. Ma poi la bellezza è una cosa talmente soggettiva, chi può dire che dopo una certa età non hai più il diritto di essere guardato? A me piaceva mostrare tante sfumature diverse della storia di Shelly".

Il film ha infatti il merito di mostrare questa America "minore" con dolcezza, rispetto, empatia. I personaggi che circondano Shelly, dalle ballerine più giovani all'amica più grande e già tagliata fuori dallo showbiz, interpretata dalla straordinaria Jamie Lee Curtis, sono un mix di forza e fragilità, accomunate da resilienza e ironia."Io credo che bisognerebbe sempre sentirsi in grado di reinventarsi. - ha detto la regista - Basta guardare Pamela: lei ha reinventato se stessa già molte volte ma ora credo che, a 50 anni, venga finalmente 'vista'. E sta facendo esattamente quello che avrebbe voluto fare, sta iniziando ora. Ma in generale nel cinema stiamo vedendo che donne a cui venivano affidati solo ruoli di mamme, stanno esplorando universi diversi, basti pensare a Demi Moore, ma anche a Jamie. Il film mostra proprio questo: perché la società decide che a una certa età si diventa invisibili? Shelley si ribella a tutto questo".

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Sunak: ministro Wallace prossimo segretario della Nato? Se ne discute

Roma, 5 giu. (askanews) - Alla vigilia del suo viaggio negli Stati Uniti, il primo ministro britannico Rishi Sunak non ha confermato né smentito le voci secondo le quali avrebbe chiesto agli alleati Nato di sostenere il suo ministro della Difesa, Ben Wallace, come prossimo segretario dell'Alleanza Atlantica. Ma ne ha tessuto le lodi in modo molto convinto: a una domanda in conferenza stampa sulla possibilità che vada a Washington a spingere per la candidatura del suo ministro, che prendere il posto di Jens Stoltenberg, che si ritirerà a ottobre dopo due mandati, il premier britannico ha elogiato il collega di governo 53enne:

"Ben (Wallace, ndr) fa un lavoro fantastico, è un ottimo ministro della Difesa. Questa è una discussione in corso tra i leader nel mondo molto in generale e sono sicuro che continuerà ad esserci. Dire che Ben è ampiamente rispettato tra i suoi colleghi nel mondo, in particolare per il ruolo che ha giocato in Ucraina e nel sostenere l'Ucraina. E il Regno Unito è sempre stato un contributore di punta della Nato".

"Siamo leader nelle operazioni Nato. Siamo uno degli unici paesi che partecipano a ogni singola operazione Nato.

"Credo che se chiedete al segretario generale della Nato, sarebbe d'accordo con tutto quello che ho appena detto e continueremo sempre a essere un forte contributore e membro della Nato".

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Il Cristo Redentore si tinge di verde per la Giornata dell'Ambiente

Roma, 6 giu. (askanews) - L'iconica statua del Cristo Redentore che sovrasta Rio de Janeiro si è colorata di verde per il World Environment Day, la Giornata mondiale dell'Ambiente (5 giugno), che nel Paese cade nell'annivesario dell'omicidio, avvenuto un anno fa, in Amazzonia del giornalista britannico Dom Phillips e dell'esperto brasiliano di popoli indigeni Bruno Pereira.

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Sbarcati a Marina di Carrara 29 migranti soccorsi nel Mediterraneo

Marina di Carrara, 5 giu. (askanews) - Alle ore 11.13 di oggi la nave Life Support ha terminato presso il Porto di Marina di Carrara, banchina Taliercio, lo sbarco delle 29 persone soccorse nel Mediterraneo centrale lo scorso 2 giugno. Tra loro, ci sono 3 donne e un bambino di 2 anni: lo ha annunciato Emergency in un comunicato.

Le 29 persone soccorse provengono da Etiopia, Eritrea, Gambia e Sudan. Con il loro sbarco, la nave Life Support di Emergency fa sapere di aver concluso la sua ottava missione. In mare da dicembre 2022, ha tratto in salvo 683 persone.

"I naufraghi sono finalmente in un Paese sicuro, ma per ogni persona soccorsa non sappiamo quante ne annegano nel Mediterraneo o quante continuano a soffrire perché riportate in Libia. - ha commentato Albert Mayordomo, capomissione della Life Support - Anche durante questa missione abbiamo toccato con mano quanto sia diffusa la pratica dei respingimenti. Solo in due settimane, siamo stati testimoni indiretti di almeno cinque respingimenti per un totale di oltre 800 persone riportate in Libia contro la propria volontà".

Uno dei respingimenti ha riguardato 500 persone che si trovavano in acque maltesi al momento dell'intercettazione da parte dei libici. "La Life Support aveva cercato per oltre 24 ore un'imbarcazione segnalata in difficoltà di cui non c'era più traccia. Abbiamo scoperto in seguito che le persone erano già state riportate in una prigione a Benghazi in Libia. - prosegue Mayordomo - Nei giorni successivi, abbiamo avvistato diverse imbarcazioni cui era stato dato da poco fuoco, segno del passaggio dei libici, e abbiamo saputo che trasportavano più di 300 persone secondo quanto riportato da fonti che seguono le operazioni di respingimento in Libia".

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Blinken: "Serve immediata de-escalation in Kosovo e Serbia"

Oslo, 1 giu. (askanews) - Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha esortato i leader kosovari e serbi ad allentare le tensioni, avvertendo che stanno mettendo a rischio le aspirazioni all'integrazione euro-atlantica. "Chiediamo ai governi del Kosovo e della Serbia di prendere provvedimenti immediati per allentare le tensioni", ha detto Blinken ai giornalisti ai parlando al termine del vertice dei Ministri degli Esteri della Nato tenutosi ad Oslo.

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