"Chi sono io? Non lo saprò mai. Cambio ogni giorno". Ai Weiwei, artista cinese da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani, risponde così a Nicoletta Orlandi Posti che lo intervista per Libero in occasione della presentazione a Palazzo Fava a Bologna della sua prima personale che si intitola appunto “Ai Weiwei. Who am I?”. Prodotta da Fondazione Carisbo nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae e realizzata da Opera Laboratori con il supporto di Galleria Continua, l’esposizione è curata da Arturo Galansino. Come indica il titolo, ispirato da una conversazione dell’artista con l’intelligenza artificiale, la mostra a Palazzo Fava presenta l’artista e il suo universo creativo, in una tensione continua tra tradizione e sperimentazione, conservazione e distruzione. Grandi installazioni, sculture, video e fotografie testimoniano la versatilità e la profondità della ricerca dell’artista cinese, oltre cinquanta opere invadono interamente lo storico palazzo bolognese, a partire dallo scalone fino alle sale monumentali, sotto gli affreschi dipinti sul finire del Cinquecento dai Carracci e dalla loro scuola, per poi terminare al secondo piano.
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