"Un omicidio come questo è un omicidio politico, perché è il risultato di una serie di politiche che hanno un unico obbiettivo: rendere la città ostaggio della corsa al margine di profitto". Rabbia e commozione al presidio in viale Umbria, all’angolo via Colletta, teatro della tragedia che martedì ha visto morire a Milano Karl Nasr, il 18enne canadese rimasto schiacciato dallo scontro di due auto mentre aspettava di attraversare la strada sulle strisce. Il presidio è stato promosso da una serie di associazioni che si sono date appuntamento per chiedere una città a misura di pedoni e ciclisti, in cui le macchine debbano ridurre la velocità ai 30 km/h. "Karl ha avuto la sfortuna di trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato, ma il posto sbagliato è una città dove abbiamo accettato che ogni tanto possano succedere queste cose, ma queste cose non sono più tollerabili", hanno spiegato gli organizzatori negli interventi.
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