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I giudici spalancano le porte dell'Italia: sentenza choc

martedì 25 marzo 2025

2' di lettura

L'ex governo Draghi lo respinse nel 2021, rimpatriandolo in Libia: oggi Adam, un sudanese di 24 anni, può rientrare in Italia con tanto di visto, in base a quanto deciso dal Tribunale di Roma. Il giovane migrante, partito da Tripoli, è atterrato all'aeroporto di Fiumicino domenica 23 marzo ed è pronto a presentare domanda di protezione internazionale. 

Il caso, come ricostruisce Il Giornale, risale al 14 giugno 2021, quando il giovane "assieme ad altri 179 richiedenti asilo partiti da Zuwara in Libia verso Lampedusa era stato recuperato in acque internazionali e 'restituito' alla Guardia costiera libica, fuori dalla zona Sar (Search and rescue) di responsabilità italiana perché di competenza libica, dal mercantile Vos Triton, una supply ship battente bandiera di Gibilterra di proprietà di una compagnia con sede in Olanda (la Vroon) che opera generalmente a servizio della piattaforma petrolifera francese Total". 

Oggi il Tribunale di Roma si è espresso sul caso stabilendo che il respingimento di Adam è stato illegale e riconoscendo la responsabilità dell’Italia per quanto deciso dall’Mrcc (Centro di coordinamento e soccorso italiano) di Roma. Di qui la decisione del giudice di ordinare il rilascio di un visto d’ingresso per Adam, permettendogli di entrare in Italia e presentare domanda di asilo. La sentenza, in particolare, stabilisce che "sono state le autorità italiane del Maritime rescue coordination centre (Mrcc) di Roma a ricevere la segnalazione dell’esistenza dell’imbarcazione in difficoltà e la richiesta di soccorso, sostituendosi al Centro di coordinamento libico ordinariamente responsabile nella zona Sar, mantenendo un ruolo attivo (…) anche dopo la dichiarazione delle autorità libiche di assumerne il coordinamento". 

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