Bayern Monaco-Inter, la profezia di Jurgen Klinsmann: come va a finire

di Pasquale Guarrosabato 5 aprile 2025
Bayern Monaco-Inter, la profezia di Jurgen Klinsmann: come va a finire
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«Lautaro e Kane sono sullo stesso livello. Per come si sono messe le cose, l’Inter ha più possibilità di passare il turno rispetto al Bayern». Jürgen Klinsmann non usa giri di parole e va dritto al punto. L’ex attaccante tedesco, che ha giocato per entrambi i club, pensa che la lunga serie di infortuni dei bavaresi incideranno molto su questa doppia sfida.

Vedrà la partita?
«Non allo stadio perché un impegno di lavoro me lo impedisce, ma la guarderò in tv».

Non sono molti quelli che punterebbero sull’Inter favorita.
«Sottovalutano il lavoro svolto in questi ultimi anni a Milano, i nerazzurri hanno costruito due nazionali e poi vanno valutati i momenti specifici. Gli infortuni del Bayern sono un problema. L’Inter è in crescita, Inzaghi ha fatto un lavoro eccezionale e credo che questo per l’Inter debba essere l’anno che certifichi la bontà di questo lavoro giunto all’apice. È la prova del 9, sfortunate entrambe ad affrontarsi ai quarti perché è già una finale».

È sempre il Bayern...
«Sì, e punterà sull’enorme grinta di poter giocare l’eventuale finale nel proprio stadio. È una spinta non indifferente».

Quale undici sceglierebbe se le chiedessi di fondere i calciatori di Inter e Bayern in una sola squadra?
«Questo gioco è troppo difficile e credo non sia realizzabile perché ritengo siano tutti su un livello molto simile».

Mi faccia due eccezioni...
«Il piccolo miracolo tedesco si chiama Musiala (che ieri sera in Bundesliga si è infortunato e molto probabilmente non ci sarà martedì in Champions, ndr), mi ricorda molto giocatori come Baggio e Del Piero. Per l’Inter scelgo Thuram. Ho giocato Monaco quando avevo 30 anni, in squadra con me c’erano Djorkaeff, Petit e Lilian Thuram. L’allenatore era Wenger e mi chiedeva di prendere questi giovani per mani, ma gli dicevo: “Mister, li hai visti questi tre? Ma quale mano?”.
Nel ‘98 vinsero il mondiale».

Mentre uno tra Lautaro e Kane?
«Entrambi fortissimi. Kane ha seguito il mio percorso, anche io andai via dal Tottenham per andare al Bayern e vincere qualcosa. Però avete visto quanto e cosa ha vinto Lautaro in questi anni con Inter e Argentina? Sono entrambi nella top 5 a livello mondiale».

Per quale squadra farà il tifo?
«Ad entrambe mi legano forti emozioni e rapporti meravigliosi che ancora oggi coltivo. Sono due club meravigliosi, il Bayern è un esempio più unico che raro a livello mondiale, un club virtuoso che fonda le proprie basi sulla generazione del ‘70. In Germania non c’è nessuno che non subisca un fascino del genere e io non faccio eccezione. Ma anche all’Inter, che ricordi...».

A chi è rimasto più legato?
«Abbiamo un gruppo whatsapp con tutto il gruppo del ‘91, ci divertiamo tanto insieme. Ci sono anche Zenga, Baresi, Serena. Commentiamo sempre le partite, io chiaramente arrivo sempre in ritardo perché abito a Los Angeles e c’è il fuso. Un gruppo meraviglioso che purtroppo ha perso un ragazzo d’oro come Andy Brehme».

Cosa si porta dietro di quel periodo all’Inter?
«Noi tedeschi abbiamo imparato tanto da quel gruppo italiano, è stato bello mescolare le nostre culture. Allo spogliatoio abbiamo dato la nostra serenità nel gestire le pressioni, in Italia si crea sempre tanta tensione attorno a una partita di calcio, un nervosismo che noi non conoscevamo e che quindi non ci sfiorava».

Anche ai suoi tempi si lottava per lo scudetto con il Napoli, chi la spunterà quest’anno?
«È vero che l’Inter si ritrova un calendario più fitto, ma credo che la squadra di Inzaghi abbia maggiore qualità rispetto a quella di Conte. Oggi l’Inter sembra avere energie e motivazioni superiori a quelle del Napoli e siamo di fronte all’ultimo sprint. Mi sbilancio sull’Inter».

Come fa a parlare ancora così bene italiano?
«Gliel’ho detto, tengo i contatti con tutti i miei ex compagni e poi anche qui in America gioco a calcio in un torneo Over 50. Nella mia squadra ci sono 4 italiani: un interista, uno juventino, un romanista e un napoletano. Quando inizia a parlare in dialetto sono perso, ma quante risate».

Scelga una delle seguenti coppie gol: Thuram- Lautaro o Serena - Klinsmann?
«Questa è veramente difficile. Però è bello vedere che c’è ancora chi si affida al tandem offensivo. Ho giocato così per una carriera intera, in nazionale con Völler, al Tottenham con Sheringham, all’Inter con Serena. A un certo punto si crea quella affinità che ti permette di capire la giocata dell’altro in anticipo».

Chi passa?
«Senza gli infortuni del Bayern avrei detto 50 e 50, così dico Inter in vantaggio».