Al Signore degli Anelli è andato di traverso lo Spritz quando è giunta, sul telefonino, la notizia del brutto incidente occorso a Federica Brignone. Ovviamente stiamo parlando con l’unico Signore degli Anelli dello sport: Jury Chechi, l’ex campionissimo della ginnastica e olimpionico ad Atlanta ’96 nella gara, appunto, degli anelli.
Jury, stai un po’ rivivendo i tuoi drammi sportivi? Quelli di Barcellona 1992 e Sydney 2000?
«Assolutamente sì, anche se nel mio caso i problemi fisici furono diversi da quelli di Fede e mi portarono quasi all’abbandono, cosa che non riguarda certo lei che tornerà più forte di prima. Di questo ne sono certo perché la conosco e sodi che pasta sia fatta».
Torneremo poi sui tuoi vecchi guai: come vive un atleta colpito da un grave infortunio e con un Olimpiade davanti? È il caso della Brignone che, fra 11 mesi, sarà attesa alle Olimpiadi di Milano/Cortina 2026.
«In un primo momento un atleta che ha quel traguardo in testa viene preso dallo sconcerto. Anche perché la frattura che ha subìto Fede è stata aggravata dalla lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio. La cosa è seria per un atleta che fa sport ai suoi livelli, questo è innegabile. Tuttavia è superabile».
Tutti si chiedono se ce la farà a essere presente al cancelletto delle gare in programma sulle Tofane.
«Il tempo per recuperare c’è, undici mesi sono tanti per tornare in piena forma come era la Brignone prima della brutta caduta in Val di Fassa».
Cosa deve fare una fuoriclasse del suo valore in questo caso?
«Organizzare bene la ripresa con lo staff, lo scarico previsto e la successiva fisioterapia. Per questo è in ottime mani, la Federsci mi sembra al top. Però Fede dovrà anche allenare la mente».
Ovvero?
«Pensare positivo, come direbbe Jovanotti. Darsi un obiettivo, Fede ce l’ha eccome, e ritenerlo raggiungibile senza fretta ma con intelligenza. Questo la aiuterà molto».
Sul piano fisico tornerà la Brignone dominatrice ammirata questo’anno?
«Di questo ne sono sicuro. Sul versante fisico perderà pochissima massa muscolare e sarà al 100%. E cioè la stessa Federica che ha dominato questa annata nella quale ha stupito il mondo».
Jury, come ti trasformasti nel Signore degli Anelli dopo i terribili infortuni che ti colpirono in modo subdolo?
«La sfortuna mi colpì alla vigilia di Barcellona 1992 quando si ruppe il tendine di Achille. E non undici mesi prima dei Giochi ma a una settimana dall’inizio! Volevo piangere per una settimana perché mi sentivo in gran forma e avevo solo 23 anni. Ricominciai da zero e quattro anni dopo, vinsi l’oro ad Atlanta».
Il secondo crack?
«Fu un piccolo dramma, quello: un mese prima di Sydney 2000, mi ruppi il tendine del bicipite e saltai la seconda Olimpiade in Australia. Pensai: non è possibile, che male ho fatto? Ero a pezzi e pensai di ritirarmi dalla ginnastica. Poi, per una promessa fatta a mio padre, ci ripensai: mi rinchiusi in palestra e, a 35 anni, vinsi il bronzo ad Atene 2004 anche se i giudici di quella finale mi scipparono il 2° oro vinto in pedana. Fu un furto ma anche una seconda rivincita contro la sfortuna che si era ripresentata».
I vantaggi che avrà Fede nel percorso di recupero appena avviato?
«Non ha mai avuto infortuni gravi prima e ha la muscolatura sana. Le moderne tecnologie la aiuteranno molto».
I 34 anni saranno un problema?
«No, Conosco bene Fede e se c’è una che può superare questo momento è proprio lei. Ce la farà anche se la botta è stata notevole».
Fra i primi messaggi augurali arrivati a Fede c’è stato quello di Sofia Goggia.
«Un’altra superdonna che ne ha patite di tutti i colori, Sofia ha fatto collezione di sfighe. Ma è bello che le due grandi rivali si siano sentite. Lo sport avvicina, soprattutto nei momenti difficili».