Dopo mesi di silenzio, Umberto Ferrara ha finalmente esposto la sua versione dei fatti. L'ex preparatore atletico del numero uno al mondo, ha parlato di cosa accadde in quella tragica edizione dell'Indian Wells, quando Jannik Sinner risultò postitvo al Clostebol durante un contro anti-doping. "Era giusto attendere la pronuncia degli organi competenti, che non mette in dubbio il mio operato. Ho subito un grave danno alla mia reputazione personale e professionale. Tutti hanno letto articoli o commenti che riportavano i fatti in maniera non conforme a quanto accertato dal Tribunale Indipendente con la sentenza del 19 agosto", ha spiegato Ferrara.
Appena saputo della positività di Sinner, Ferrara ha provato "incredulità e stupore. Sentendo parlare di Clostebol, il collegamento con il Trofodermin è stato immediato. In poche ore abbiamo ricostruito i passaggi che hanno portato alla contaminazione di Jannik e ho fornito le prove dell’acquisto dello spray presso una farmacia di Bologna".
Ora Ferrara, come ha spiegato in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, è diventato il nuovo preparatore atletico di Matteo Berrettini. E per questo, l'azzurro ha ricevuto alcune critiche. "Non mi hanno sorpreso le critiche, dal momento che sono pervenute da quelle stesse persone (giornalisti e non solo) che hanno trattato con superficialità la vicenda. Matteo si è documentato e ha preso le decisioni che ha ritenuto migliori".