"Il patteggiamento di Jannik Sinner con la Wada sul caso Clostebol? È un ragazzo intelligente e maturo, forse anche troppo perfetto, ha fatto bene a fare quello che ha fatto”. Adriano Panatta ha elogiato e difeso il numero uno al mondo ancora una volta riguardo alla sospensione di tre mesi dai tornei, relativa alla contaminazione indiretta avuta nel Masters 1000 di Indian Wells 2024: “Jannik non c'entra niente con la sospensione, ha fatto bene a patteggiare, perché con la Wada non sai mai dove vai a finire”, ha aggiunto l’ex campione del Roland Garros 1976. Lo ha fatto durante la 24esima edizione di ‘Banca Generali–Un campione per amico’, presentata al Tennis Club Parioli.
Ora per Jannik un po’ di stop, per crescere e migliorare tecnicamente, poi la possibilità del ritorno in campo dal prossimo 4 maggio, pochi giorni prima dell’inizio degli Internazionali d’Italia: “È pronto per Roma, una pausa a volte può anche fare bene — ha detto ancora Panatta — Sono convinto che Jannik ha sfruttato questo periodo per migliorare il suo gioco sulla terra e non abbia perso la forma fisica. Mi dicono che si è allenato molto e per fortuna ha anche mantenuto la testa del ranking. Sono molto ottimista, perché tre mesi non sono tantissimi, e ha sfruttato questo periodo per allenarsi in un certo modo, migliorando gioco e fisico”. E sulla possibilità di vincere a Roma e Parigi: “Prima o poi vincerà entrambi, se non questo il prossimo anno. È maturo per vincere tutto”.
Poi un pensiero finale sulla rottura tra Jasmine Paolini e Renzo Furlan, con la tennista toscana che potrebbe ora essere allenata dalla compagna in doppio Sara Errani: “Avrà ponderato la decisione di cambiare, anche Sinner ha cambiato Piatti che lo ha cresciuto — ha detto Panatta — Sono cose che succedono, i rapporti prima o poi finiscono sempre”. Il romano vede anche un futuro roseo per Matteo Berrettini: “Dopo la finale di Wimbledon (2021, ndr) ha vissuto un momento di grossa crisi, ma ora si sta riprendendo molto bene. Gli manca ancora un pezzettino per tornare il miglior Berrettini, ma ci siamo quasi. Sull’erba resta uno dei più temibili”.