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Kasatkina, la tennista bisex sfida Putin: "Addio Russia, gioco per l'Australia"

martedì 1 aprile 2025

2' di lettura

"Addio Russia, ora gioco in Australia". Con queste parole Daria Sergeyevna Kasatkina lascia il suo Paese. Una sfida, quella della tennista, a Vladimir Putin. Contro la guerra in Ucraina, dichiaratamente bisessuale, figlia di immigrati russi negli Usa, Kasatkina è cresciuta più cosmopolita e libera. Motivo per cui si è allontanata da Mosca cambiando così il Paese bandiera: "La mia richiesta di residenza permanente è stata accolta dal governo australiano - scrive in un post -. L’Australia è il luogo che amo, che mi fa sentire a casa e che rappresenterò sui campi d’ora in poi".

E ancora: "Troppi argomenti sono tabù nel mio Paese d’origine - ha ammesso lei stessa -. Essere gay dove c’è una legge del 2013 che viene usata per fermare le manifestazioni e mettere in prigione gli attivisti Lgbtq+ non è facile. È troppo importante vivere in pace con se stessi". Anche sulla guerra la tennista non si trova d'accordo con lo zar: "La guerra con l’Ucraina è un incubo quotidiano. Sogno che finisca. Capisco i sentimenti delle avversarie che non se la sentono di stringermi la mano".

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Kasatkina ha deciso di fare coming out e di mostrarsi per la prima volta insieme alla fidanzata, la pattinatrice estone Natalia Zabijako, tempo fa. A ispirarla la calciatrice russa Nadya Karpova. Un'ammissione che arriva mentre in Russia veniva approvato un disegno di legge per proibire la cosiddetta "propaganda gay" in pubblico. E non più solo davanti ai minori, come voleva la legge del 2013. A essere vietate in pubblico, oggi, sono tutte le informazioni inerenti le "relazioni sessuali non tradizionali", considerate propaganda in un paese nel quale, del resto, l’omosessualità era considerata un crimine fino al 1993 e una malattia mentale fino al 1999.

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