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Thiago Motta, le prime parole dopo l'esonero. La conferma: con la Juve è finita malissimo

lunedì 24 marzo 2025

2' di lettura

Arrivano lunedì mattina le prime dichiarazioni ufficiali di Thiago Motta dopo l'esonero deciso dalla Juventus domenica pomeriggio. L'ex tecnico del Bologna, arrivato a Torino appena lo scorso giugno, lascia i bianconeri una eredità tecnica decisamente deludente (quinto posto a -1 dal Bologna in zona Champions, eliminata in Europa dal Psv e in Coppa Italia dall'Empoli, in casa, e reduce da due tracolli in campionato contro Atalanta, 0-4 allo Stadium, e 0-3 sul campo della Fiorentina), ma soprattutto uno spogliatoio stile-Vietnam, con tanti, troppo big sul piede di guerra.

Il compito del traghettatore Igor Tudor sarà soprattutto quello di "normalizzare" la situazione e rivalutare il parco-giocatori, anche dal punto di vista economico in previsione del calciomercato estivo. E il primo della lista da recuperare sarà indubbiamente Dusan  Vlahovic, finito ai margini con Motta.

"Ho vissuto momenti intensi, affrontati sempre con massima determinazione e volontà di migliorare ogni giorno - scrive l'allenatore italo-brasiliano in un comunicato ufficiale diffuso dallo stesso club bianconero -. Ringrazio la proprietà per avermi dato la possibilità di fare parte di questo grande club, la dirigenza e tutte le persone del club che mi hanno sostenuto nel lavoro quotidiano, i giocatori per il lavoro e l'impegno profusi fin dal primo giorno insieme". Parole piuttosto scontate. E quel "momenti intensi" sembra l'unico, vero spiraglio di emotività. D'altronde, secondo la Gazzetta dello Sport, il divorzio sarebbe stato tutt'altro che concordato (Motta avrebbe rifiutato di dimettersi) e piuttosto brusco, con il direttore tecnico Cristiano Giuntoli che lo avrebbe gelato con un "mi vergogno di averti scelto".

E mentre il titolo della Juve in Borsa guadagna l'1,78% dopo il cambio di allenatore, una tifosa vip come Evelina Christillin non rinuncia a pungere la dirigenza: "La girandola di allenatori degli ultimi anni fa pensare che ci siano problemi strutturali. Giuntoli - sottolinea la rappresentante Uefa in seno alla Fifa, in scadenza il prossimo 3 aprile, intervenuta a Radio Anch'Io Sport su Radio 1 - aveva un buon progetto con i giovani, i conti con Scanavino e Ferrero li stanno aggiustando ma purtroppo i risultati sportivi non si sono realizzati e i numeri sono impietosi perché la Juve in questo momento è fuori da tutto. Forse è giusto cambiare". Per la prossima stagione, aggiunge, "essendo una amica fraterna di Antonio Conte, penso che come motivatore non ci sia nessuno come lui. Ma anche gli altri nomi, da Mancini a Gasperini, sono tutti allenatori con qualità enormi. Hanno tutti vinto molto e bisogna vedere con quali motivazioni accetterebbero una sfida del genere".

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