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Ducati, Bagnaia contro Marquez: "È ingombrante", scuderia subito nel caos

Leonardo Iannacci
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Non sono due ma quattro i galli nel pollaio dell’italico motorsport che si appresta ad accendere i propulsori in questi giorni, dal Barhain alla Thailandia. Sempre di Rosse stiamo parlando e sia la Ducati che la Ferrari hanno aspirazioni analoghe in fatto di mondiale. La Formula 1 attende da 18 anni il ritorno di Maranello al ruolo che gli compete e Lewis Hamilton e Charles Leclerc formano la miglior coppia del mondiale; la MotoGp, invece, si aspetta che la Ducati estragga dai nomi di Francesco Bagnaia e Marc Marquez quello del successore di Martin, iridato 2024. Dunque i galli sono quattro, non due, ed essendo nello stesso pollaio, rischiano di beccarsi: la lotta in famiglia fra piloti dello stesso team, difatti, non ha sempre portato bene, lo dice la storia.

Il rischio c’è se si ripensa ai duelli fratricidi del passato in Formula 1, ad esempio quelli fra Gilles Villeneuve e Pironi, Senna e Prost, Rosberg e lo stesso Hamilton. Lewis, già. Da domani (diretta dalle 8 su Sky) il grande londinese sarà in pista a Sakhir dove i team iniziano una tre giorni di test indicativa per intuire se, durante l’inverno, i tecnici hanno fatto un buon lavoro. Ad esempio se la SF-25 sarà competitiva per contrastare non solo la Red Bull del quattro volte iridato Max Verstappen (ieri si è vista la nuova RB21, la seconda monoposto non realizzata da Adrian Newey), ma anche la McLaren che detiene il titolo costruttori e la Mercedes che fa debuttare il nostro carissimo diciottenne d’assalto Kimi Antonelli.

 

Dopo i finti test a Maranello, da oggi la Ferrari cercherà la verità sulla SF-24: Hamilton girerà al mattino, Leclerc nel pomeriggio. Ogni team potrà girare per 24 ore e utilizzare 30 gomme. Il primo giorno servirà a prendere confidenza, poi si farà sul serio. Lewis e Charles, per ora, vanno d’amore e d’accordo: «Leclerc è professionale, veloce e benvoluto nel box. Più maturo di quanto non lo fossi io a 27 anni», ha detto Sir Lewis che ha però aggiunto: «Batterlo non sarà facile». In una Ferrari saliranno i 40 anni, i 7 mondiali e i 105 gran premi vinti dal londinese; nell’altra i 27 anni, gli 8 gp e i rimpianti del monegasco che vorrebbe finalmente sfatare il timbro del Predestinato. Dalle quattro alle due ruote, dai due galli nel pollaio ai quattro: come Hamilton e Leclerc rappresentano la miglior coppia di piloti della Formula 1, così Francesco Bagnaia e Marc Marquez costituiscono il Dream Team della Ducati ufficiale che nel prossimo weekend cercherà di iniziare al meglio, in Thailandia, la stagione.

Di fronte si batteranno un pilota tranquillo, professionale e corretto con due mondiali in bacheca (il 28enne Pecco) e l’otto volte iridato spagnolo che, a suo tempo, fece andare fuori di testa uno come Valentino Rossi (ovvero il 32enne Cabroncito). Fino a ieri sorrisi, abbracci e parole di stima fra i due. Poi Bagnaia si è lasciato sfuggire: «Avrei preferito continuare con Bastianini come compagno di squadra; le cose, però, sono andate così. La presenza di Marquez sarà molto più ingombrante». Quanto durerà, pertanto, l’idillio delle due coppie in rosso? È questa l’incognita che pesa come un macigno. L’importante è che vinca una Rossa, Ferrari e Ducati esse siano, ma nel motorsport il rivale più pericoloso è sempre il tuo compagno di team.

 

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