Portieri si nasce, non si diventa. Lo racconta Gianluca Pagliuca nella autobiografia Volare libero, ritratto di uno dei più forti numeri 1 del nostro calcio. È lui la persona giusta per fare le carte ai portieri attuali, alle magie ma anche alle disgrazie che stanno caratterizzando questo ruolo.
Pagliuca, partiamo da Donnarumma o da Sommer?
«Dalla guardia svizzera. È il portiere che sta facendo meglio e i soli 7 gol subiti in 14 giornate lo provano. C’è parecchio di Sommer nel cammino dell’Inter».
Donnarumma, invece, è tornato Paperumma?
«Affatto, è un grande portiere vittima di una campagna di stampa denigratoria. Soprattutto di qualche giornale milanese. Lo stanno massacrando perché gli vogliono far pagare il fatto che ha preferito i soldi del Psg al Milan. Vi chiedo: oggi quante bandiere ci sono nel calcio?».
I soloni dell’Equipe, che in Francia è la Bibbia del calcio, dicono sia il calcio di Luis Enrique che impone al portiere un tocco alla Beckenbauer a rovinare il nostro gigantone.
«Sciocchezze. Non c’entra nulla Luis Enrique, Gigio è super e ha solo 23 anni, età nella quale si possono perdonare le incertezze».
Buffon, da par suo, sostiene che se avesse avuto la forza di Gigio, avrebbe subito un gol a campionato...
«Stiamo parlando di un portiere di enorme qualità. Lancio uno slogan: Salvate il soldato Donnarumma».
Gigio Donnarumma, entrata-killer: espulso dopo 9 minuti. Psg, esplode la rivolta
Espulso dopo soli nove minuti. È accaduto a Gigio Donnarumma nella partita valida per la 14a giornata di Ligue 1 ...Maignan le pare in leggero calo?
«Sta facendo meno bene rispetto al primo anno, però lui è protetto dalla stampa».
Neppure Szczesny pare esente da qualche incertezza.
«Partiamo da un presupposto: il portiere, quando sbaglia, diventa un bersaglio più di qualunque altro giocatore. È il destino del ruolo».
Tutto il mondo è paese: visto Onana? Sembra diventato una comica...
«Mamma mia, davvero. Sta continuando a fare pesanti papere, soprattutto in Champions. Vive un annata no e in Inghilterra lo crocifiggono senza fare sconti. Peccato, con i piedi è bravo».
Oggi un portiere deve prima saper parare o impostare l’azione?
«Deve parare bene, poi fare il libero. Il calcio cambia, ma chi sta tra i pali ha il dovere di impedire che il pallone oltrepassi la linea bianca».
Dove è finita la celeberrima scuola dei portieri italiani? In campionato ne giocano 8 su 20: pochini.
«Esiste ancora. Provedel è la sorpresa dell’anno, beatificato dopo il gol di testa in Champions. Ma altri stanno facendo bene, Di Gregorio del Monza e lo stesso Falcone a Lecce».
Meret è un problema per il Napoli?
«È in difficoltà perché davanti a sè non ha più Kim».
Donnarumma espulso? Il baby Tenas fa i miracoli. E a fine partita... Gigio umiliato dai suoi
Una crisi profonda, quella di Gigio Donnarumma, mai troppo amato dai tifosi del Psg. Ma la situazione nell'ultima se...Il numero uno che la convince di meno?
«Rui Patricio, Para solo il parabile. Non mi fa impazzire, la Roma meriterebbe di più».
Voto a Vicario che sta facendo faville in Premier, al Tottenham?
«Mi piace molto. Dopo anni la nazionale potrebbe avere due grandi portieri, come ai tempi di Zoff e Albertosi».
Carnesecchi: solo una giovane promessa?
«È stato molto sponsorizzato, ha buon mezzi ma ci vuole calma nei giudizi».
Nel mondo chi è il numero uno dei numeri uno?
«Quel fenomenale mattocchio di Martinez. Courtois si è fatto male e Alisson è troppo incostante».
Gigio Donnarumma, la sentenza di Gigi Buffon: "Ormai..."
Al Gran Gala dell’Associazione italiana calciatori (Aic) ha ricevuto il premio speciale ‘Legend’ Gigi ...
Flash 1: la parata più bella di Pagliuca?
«1991, Inter-Sampdoria a San Siro: Matthaus mi spara un rigore scudetto e paro il missile. Morale: vinciamo lo scudetto».
Flash 2: la papera che ricorda ancora?
«Una quasi papera: finale dei mondiali 1994, a Pasadena. Paro un tiretto di Mauro Silva, ma il pallone mi sfugge dai guantoni e rotola in rete, mi salva il palo. Che bacio come fosse una bella ragazza».
Flash 3: un anno fa Gianluca Vialli volava in cielo...
«È sempre dentro di me, era una grande persona. Io sono un tipo spigoloso, litigavo spesso con Mancini e mai con Gianluca, sapeva come relazionarsi con gli amici. Gli volevo bene».
L’incubo che ancora la tormenta?
«1998, a Torino si gioca Juventus-Inter. L’arbitro Ceccherini non fischia un rigore clamoroso di Juliano su Ronaldo e io impazzisco».
Vero che diede un pugno a Lippi?
«Ma no, una spinta nel fianco. Poi lo ritrovai all’Inter e lui mi fece fuori».
Se, oggi, dovesse prendere un ascensore insieme a Lippi?
«Salirei le scale a piedi».