Andrea Pirlo, Biasin e le minacce di morte al figlio Niccolò: "Infami e vigliacchi, qual è il vero problema"

di Fabrizio Biasinmartedì 27 aprile 2021
Andrea Pirlo, Biasin e le minacce di morte al figlio Niccolò: "Infami e vigliacchi, qual è il vero problema"
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La lunghezza ideale di questo pezzo dovrebbe essere tre righe, giusto il tempo di scrivere «Caro Pirlo, caro figlio di Pirlo (Niccolò), care “persone normali” costrette a inghiottire quotidianamente le schifose minacce degli internauti "senza faccia", un segreto per contrastare questi pezzi di fango c'è ed è fottersene: ignorarli, bloccarli, schifarli senza dar loro risalto». Ma sarebbe un filo riduttivo perché, diciamolo, hanno veramente superato il limite. E stiamo parlando degli infami e vigliacchi che si nascondono dietro all'anonimato e scrivono cose come «Devi morire insieme a tuo padre», ovvero il messaggio ricevuto e pubblicato su Instagram dal figlio del campione del mondo, Andrea Pirlo, attuale tecnico della Juventus con un problema sul campo (si vede) e uno fuori dal campo (ce lo ha mostrato Niccolò).

Scrive così, il ragazzo: «Io non sono una persona che giudica, non mi piace farlo, ognuno ha il diritto di poter dire ciò che vuole, sono io il primo a farlo e non vorrei mai che nessuno mi togliesse la libertà di parola (...) ma credo che a tutto ci sia un limite e già da tempo questo limite è stato superato. Ho 17 anni e quotidianamente ricevo messaggi di questo genere non perché io faccia qualcosa in particolare, ma solo perché sono figlio di un allenatore che probabilmente, come è giusto che sia, può non piacere. Questa sarebbe la mia "colpa" e la motivazione per la quale ogni giorno mi arrivano messaggi di augurata morte e insulti vari. Vorrei chiedervi di mettervi per un solo secondo nei miei panni e chiedervi come vi sentireste».

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Ecco, il mondo, nel suo "avamposto virtuale", funziona così: vale tutto, i cretini possono scrivere quello che vogliono, rimangono impuniti e nessuno fa nulla per modificare le cose. Per questo lo scimunito di turno va giustamente messo all'indice, ma è più importante che accada qualcosa "a monte", tra coloro che gestiscono social e villaggi virtuali vari. In Inghilterra se ne sono già accorti e, a partire da questo venerdì e fino a lunedì, procederanno con il primo sciopero-social della storia, promosso da Premier League e affiliate contro razzismo e imbecillità associate. L'obiettivo è costringere Facebook e Twitter ad assumere provvedimenti, perché è difficile che un "senza cervello" riesca a trovare dei neuroni e smetta di minacciare questo e quello ma, al contrario, è doveroso che venga imposto un filtro all'ingresso. Per dire, basterebbe pretendere un codice fiscale.

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Qualcuno valuterà questa cosa come una limitazione alla libertà d'espressione, ma chi frequenta "l'internet" ben sa di cosa stiamo parlando: migliaia di imbecilli che minacciano chiunque, in questo caso il figlio di un signore che un bel giorno del 2006, grazie a un assist sopraffino, spedì Grosso in porta e l'Italia nella finale dei Mondiali. Ben sappiamo come finì. Grazie Andrea e complimenti a tuo figlio.

Niccolò Pirlo
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