Dritto e Rovescio, Cruciani: "Il video di Ramy? Ecco cosa si vede davvero", studio ammutolito

di Roberto Tortoravenerdì 10 gennaio 2025
Dritto e Rovescio, Cruciani: "Il video di Ramy? Ecco cosa si vede davvero", studio ammutolito
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Si aggrava la posizione dei Carabinieri coinvolti nell’incidente stradale che lo scorso 24 Novembre in via Ripamonti a Milano ha spezzato la vita del 19enne Ramy Elgaml. Un video, composto dalla dashcam dell’auto degli agenti e da una telecamera comunale, mostrerebbe l'impatto della vettura dei militari contro il motorino con in sella Fares, che era alla guida, e Ramy, che ne ha pagato le conseguenze. L’audio della camera car non lascia scampo, perché inizialmente dopo un primo impatto con lo scooter uno dei militari commenta: “Vaff**o, non è caduto". Dopo, però, l’inseguimento prosegue e ancora si sente un militare dire al collega: "Chiudilo che cade, vaff**o, non è caduto". Infine, in via Quaranta, l’impatto fatale ed il commento: "Sono caduti, bene".

A Dritto e Rovescio, programma di Rete4 condotto da Paolo Del Debbio e che affronta i temi d’attualità si discute ora sulla colpa effettiva dei Carabinieri e Giuseppe Cruciani, speaker de La Zanzara su Radio 24, li difende a spada tratta: “Alla fine dei giochi quel filmato che abbiamo visto, che si dice di essere una prova inconfutabile della responsabilità dei carabinieri, non cambia assolutamente nulla di ciò che abbiamo raccontato in queste settimane e che alla fine si riduce ad un concetto molto molto semplice. Non sarebbe accaduto niente di tutto questo se il guidatore di quel grande e costoso scooter, Fares, si fosse fermato alle ripetute avvertenze dei carabinieri. Non si può mettere sullo stesso piano chi insegue e chi non si ferma”.

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Prova a controbattere uno dei ragazzi intervistati in studio che dice: “Io ho specificato che ognuno ha la propria responsabilità individuale a sé, non ho messo sullo stesso piano nessuno”. Cruciani, però, non ci sta e chude: “L'unica responsabilità della morte di Ramy è di Fares, non prendetevela con i carabinieri cui viene detto assassini anche da parte di alcuni esponenti politici”.

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