Altro che «Viva l’Italia anti-fascista». Vizzardelli, il loggionista della Scala che ha agitato la Prima del Don Carlo con il suo urlo potrebbe andare a lezione di provocazione da Annalisa Chirico.
«Avremmo preferito sentire, che so, un viva la gnocca, che forse avrebbe avuto una maggiore attinenza con i movimento della società contemporanea». La battuta della giornalista provoca un sorrisetto politicamente scorretto pure in Carlo Cottarelli, l’economista di centrosinistra ospite come lei di Nicola Porro a Stasera Italia, su Rete 4.
Nicola Porro, "farsa alla Scala. Chi è davvero Vizzardelli"
"Questo è un paese che non si libererà mai dall'idea del fascismo. Non inteso come ideologia, ma ...Vizzardelli, raggiunto da immediata popolarità mediatica, ha rivelato di essersi sentito «inquietato» dalla presenza nel palco reale del presidente del Senato La Russa e del vicepremier Salvini, di «non votare Pd» (tanti saluti alla Schlein, che l’aveva già arruolato sui social) e di odiare il colore nero (utile indicazione per l’armocromista).
Vizzardelli gela la Schlein: "Non voto Pd"
«Pss, ma è stato il Vizzardelli?». Le signore impellicciate si danno di gomito. È appena finit...«Io ero lì giovedì sera- spiega la Chirico da Porro - e devo dire che quel “viva l'Italia antifascista” ha messo un po’ un filo di inquietudine. C’erano le autorità dello Stato a teatro, poi alla fine si è rivelato un personaggio assolutamente innocuo». Insomma, taglia corto, «sono contenta e ringrazio la Digos per aver fatto quello che la legge la obbliga a fare, cioè l’identificazione di un soggetto potenzialmente sospetto».
Massimo Gramellini provoca la Digos in tv: "Ecco la mia carta d'identità"
Massimo Gramellini come Zoro. Ormai, dopo Marco Vizzardelli, è partita la corsa a dire "viva l'Italia an...In collegamento da Bruxelles, l’eurodeputato dem Brando Benifei scuote la testa e si dispera, mormorando «roba da matti». «Anche quelli che lanciano le pietre contro le forze dell’ordine si definiscono antifascisti - gli ricorda allora la Chirico -, non basta dirsi antifascista per non essere sottoposto ai controlli della Digos che farebbero a ciascuno di noi, se gridassimo alla Prima». Niente Stato di polizia, conclude, ma semplice «buonsenso».