L'ex brigatista coinvolto nel sequestro di Aldo Moro, per cui è stato in carcere, Raimondo Etro, interviene sul caso Cospito. Ospite di Massimo Giletti a Non è l'arena, su La7, nella puntata del 5 febbraio, Etro spiega di "aver avuto la fortuna di non aver vissuto il carcere duro" come invece sta vivendo l'anarchico in sciopero della fame da più di cento giorni, e sostiene che "la battaglia contro il 41 bis è una battaglia storica della mafia. Che purtroppo si è venuta a saldare con gli anarchici, gli unici che hanno a cuore le sorti di Cospito, e con la sinistra che sta strumentalizzando questa situazione e sta gettando benzina sul fuoco perché rancorosa per aver perso le elezioni".
Non è l'Arena, l'anarchico minaccia: "Sarete nel mirino delle armi"
Le telecamere di Non è l'Arena si muovono Roma, dove va in scena la protesta a favore di Alfredo Cospito. Qui...Parole durissime quelle di Raimondo Etro, che prova anche a spiegare quello che avviene negli istituti penitenziari: "In carcere si creano degli interessi strani tra detenuti politici e mafiosi nel senso che ci sono degli interessi comuni", prosegue l'ex brigatista. "Ma è la mafia che vuole l'abolizione del 41 bis". Rispetto a Cospito e al carcere duro "c'è sicuramente un fatto umanitario", osserva l'ex brigatista. "Lo Stato nei miei confronti si è comportato in modo più clemente e tollerante".