Storie italiane, Noa parla di Covid da Israele: vaccini, perché l'Italia è così indietro?

di Francesco Fredellavenerdì 26 febbraio 2021
Storie italiane, Noa parla di Covid da Israele: vaccini, perché l'Italia è così indietro?
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A Storie italiane arriva Noa, una vera super ospite. "Ha un grande cuore e unisce anche culture e generi diversi", aggiunge la giornalista veneta. La cantante si trova in Israele, centro della lotta al Covid con una vaccinazione che procede a ritmo serrato. "Qui in Israele le cose forse vanno un po’ meglio rispetto all’Italia. Abbiamo milioni di persone già vaccinate, ma anche milioni di persone che non sono ancora immuni", racconta Noa alla Daniele. Perché lì il ritmo è veloce ed in Italia, dopo quasi tre mesi dalla prima vaccinazione, simo ancora a rilento? "Il 12 marzo farò il mio primo concerto live dopo la pandemia. Spero che in estate io possa tornare a fare concerti anche nella mia amata Italia”, continua la cantante che anni fa è stata ospite a Sanremo.

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Anche Sandra Milo, ospite a Storie italiane, dice di essersi sottoposta al vaccino. "Mi sono vaccinata. Voglio vivere tantissimo”, racconta la diva de La dolce vita romana. Nei giorni scorsi sui social dove va fortissimo, ha documentato con una foto la prima iniezione di vaccino. In definitiva Israele,

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America e Inghilterra sono tra i primi stati ad aver dato una vera e propria accelerata alla fase vaccinale. L'Italia, invece, nella prima fase tra le "Primule" (i centri che sono nati per iniziare la vaccinazione e costati abbastanza) non ha ancora vaccinato il 3% della popolazione. Ora, però, sembra essere arrivato il cambio di passo con l'annuncio dell'arrivo di 25 milioni di dosi Astrazeneca (il vaccino italo- inglese su cui ha investito molto l'Italia).