Ore d’angoscia per Nanni Moretti in un mercoledì che doveva essere come tanti altri, ma che è diventato improvvisamente drammatico. Nel pomeriggio, dopo qualche ora trascorsa lavorando, il regista 71enne si è sentito male ed è stato colpito da un infarto. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo di Roma è stato operato d’urgenza e poi spostato in terapia intensiva. L’intervento è stato radicale e serio, reso necessario per salvare la vita a Moretti. I medici non hanno diramato, sino alla tarda serata di ieri, bollettini ufficiali ma hanno fatto sapere che la situazione medica del regista, che si trova ricoverato in terapia intensiva, è seria seppur «stabile e non drammatica».
Trattasi di una recidiva del problema cardiaco: Moretti, infatti, aveva già avuto un altro infarto il 1 ottobre dello scorso anno, alla vigilia della presentazione del film Vittoria a Napoli. Pellicola non diretta da lui - dietro la macchina da presa si erano, infatti, alternati Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman - ma prodotta dalla Sacher Film di Moretti che aveva finanziato il progetto. Nanni non aveva potuto presenziare a quella serata e l’allarme per le sue condizioni di salute era scattato subito, sino a quando lo stesso regista il giorno dopo aveva rassicurato i fan con un video messaggio: «Mi dispiace non essere lì con voi, ma non sto bene. Starò meglio, tornerò presto».
SITUAZIONE
La scelta del nuovo ricovero al San Camillo non è fortuita: anche in questo caso l’equipe medica che ieri ha preso a mano la situazione aveva già curato il regista per il primo infarto. Ricordiamo che Moretti, nato a Brunico il 19 agosto 1953, vive da sempre a Roma, nella zona di Monteverde Vecchio dopo gli anni della giovinezza trascorsi nel quartiere Trieste.
L’ultimo film del regista era uscito due anni fa (Il sol dell’Avvenire) dopo essere stato presentato al Festival del cinema di Cannes e trattava i temi degli anni che passano ma, soprattutto, un argomento molto caro all’artista e all’uomo Moretti: i rapporti fra il Pci di una trentina di anni fa e l’Unione Sovietica. L’ultimo lavoro di Moretti risale all’ottobre di quell’anno quando decise di esplorare anche la regia teatrale e pensò di portare sulle scene Diari d'amore su uno scritto di Natalia Ginzburg, scrittrice molto ammirata da Nanni Moretti.
Interpreti di quella pièce sono stati Valerio Binasco e Daria Deflorian. «Volevo provare lo spavento del teatro», dichiarò Moretti. «Laddove gli attori e il regista hanno più tempo per lavorare sui personaggi». Poi erano seguiti mesi di silenzi, dopo l’uscita di quel testo teatrale e Nanni si era dedicato a studiare nuovi progetti ma anche a curarsi dopo la comparsa dei problemi cardiologici che si erano manifestati a Napoli, lo scorso anno.
La notizia, drammatica e che ha sconvolto il mondo del cinema e i fan del regista, coincide curiosamente con un dei film più noti di Moretti e che ha per titolo il mese in cui ha dovuto subire questo secondo infarto: Aprile.
Una pellicola molto sentita da Nanni, girata nel 1998 e anch’essa presentata a Cannes dove questo regista è molto stimato da quando vinse la Palma d’Oro nel 2001 per il film La stanza del figlio. La sinossi di Aprile narra le vicende di un regista di sinistra sconcertato e che intende girare un docufilm su Silvio Berlusconi, da poco vincitore delle elezioni politiche. Progetto poi abbandonato nel corso del film. Ricordiamo che la salute di Moretti era stata minata, in passato, anche da due tumori. Uno narrato nel film Caro Diario. «E uno curato con la chemio ai tempi di Aprile...», aveva raccontato lo stesso Moretti.