E' morta suor Paola, la religiosa tifosissima della Lazio diventata un volto televisivo con la partecipazione al programma 'Quelli che il calcio', che l'ha avuta come ospite dal 1993 al 2005. Aveva 78 anni ed era malata da tempo. Suor Paola D'Auria, appartenente alle Suore scolastiche francescane di Cristo Re, era nata a Roccella Jonica nel 1947. Da sempre attenta ai giovani, ai detenuti e alle persone vittime di violenza e povertà, ha fondato insieme ad un gruppo di volontari, l'associazione 'So.spe' (Solidarietà e speranza) a Roma. Suor Paola "è la 'nonna' di tutti i piccoli ospiti con tenacia, forza, fiducia e sacrifici ha voluto e creato l'Associazione e tuttora la dirige confidando ogni giorno nella Provvidenza e nell'aiuto della Madonna di Lourdes a cui è molto devota", si legge nel sito dell'associazione.
Da sempre collegata al mondo biancoceleste, suor Paola ha organizzato numerose iniziative di solidarietà spesso coinvolgendo i giocatori della squadra. A ricordarla tra i tanti del mondo dello spettacolo il giornalista Marino Bartoletti suo compagno di viaggio a Quelli che il calcio: "Addio Suor Paola, sorella cara! Lo so che è poco originale, ma non mi viene in mente nient’altro da dire se non che con te se ne va un altro pezzo terribilmente importante della mia vita
Sei stata una donna straordinaria (e Dio solo sa - e chi se no? -quanti siano stati i tuoi meriti sfuggiti ai più). Quando ti “scoprimmo” (perché una figura simpatica e allo stesso tempo generosa come la tua era perfetta per l’idea pulita che volevamo dare del calcio) aderisti con entusiasmo al nostro progetto: nella tua gioiosa modernità - sempre abbinata al rigore della tua missione - capisti che quella era una strada importantissima per aiutare chi si era affidato a te: e cioè le ragazze madri coi loro bambini, le vittime di violenza che vedevano nella tua materna tenacia un barlume di speranza. Per averti in trasmissione occorreva il permesso della madre superiora delle Suore Scolastiche di Cristo Re: lo ottenesti facendo valere come sempre la tua determinazione e spiegandole - parole tue - che “grazie alla televisione la Provvidenza avrebbe potuto trovare più porte aperte”. E così fu, anche se molti rappresentanti di altri ordini ecclesiastici si misero di traverso. Ma tu eri un treno: e sono certo che questo treno continuerà a correre con la forza del tuo esempio. Sei stata uno dei primissimi “personaggì” ad entrare stabilmente nella famiglia di “Quelli che il calcio”. E ci resterai per sempre! Come per sempre resterà nel mio cuore il tuo sorriso". Un messaggio che è diventato subito virale sui social.