A Che tempo che fa, nella puntata andata in onda domenica 16 marzo, è il turno della passerella di Michele Serra dopo la manifestazione europeista di sabato 15 marzo a piazza del Popolo. Una manifestazione che di fatto non ha saputo spiegare i motivi della convocazione della piazza dato che i partecipanti erano così eterogenei da creare non poca confusione.
Così Serra ha sottolineato la partecipazione in piazza e ha ovviamente farneticato su un probabile allarme sulla tenuta della democrazia: "Ho sentito un secondo applauso fortissimo quando ho detto le parole democrazia e libertà. Forse due concetti che sono a rischio in questo periodo e su cui ci siamo ritrovati", questo il ragionamento della penna di Repubblica.
Michele Serra, nella sua piazza altro che masse: c'erano solo i vip più narcisisti
Non c’era da dubitarne. Alla fine la piazza convocata da Michele Serra si è trasformata in un caravanserrag...Ma di fatto scorda che quella stessa democrazia che lui oggi definisce "a rischio" (non si sa poi secondo quali parametri) è la stessa democrazia che gli ha permesso di scendere in piazza. Come è giusto che sia. Ma la retorica da fantomatica vittima di regimi l'avrebbe potuta risparmiare. Infine Serra, nel suo intervento, a precisa domanda di Fazio su un Pd spaccato in piazza e su una sinistra con le idee poco chiare su Europa, difesa e riarmo, ha risposto che "nessuno, nemmeno il più incallito pacifista potrebbe dire no a un piano di difesa europeo che coinvolga tutti gli stati". Una velata bordata a Elly Schlein?