Sarà stato lo sciopero degli sceneggiatori, saranno le nuove industrie cinematografiche che avanzano, saranno stati i titoli tutto sommato deboli degli ultimi Oscar. Ma è un fatto che il cinema americano abbia perso il suo magic touch. È un dato sintomatico e indicativo, ad esempio, che in Italia il podio sia tutto tricolore, con un film che ha già superato i 10,5 milioni di incasso (Follemente di Paolo Genovese, in sala dal 20 febbraio) e altri due vicini al traguardo dei dieci milioni: Io sono la fine del mondo, la commedia politicamente scorretta con protagonista Angelo Duro, che al 7 marzo 2025 ha raggiunto i 9,7 milioni di incasso (uscito in sala il 9 gennaio), e Diamanti, il film scritto e diretto da Ferzan Özpetek, che ha totalizzato 9,5 milioni al box office. Più Italia, ma anche meno Usa in sala, come analizza un pezzo sugli incassi cinematografici del Sole 24 Ore. Ecco il risultato del “combinato disposto”: da un lato, la debolezza delle produzioni Usa, ancora provate dallo sciopero delle firme del cinema; dall’altro, il crescente appeal delle pellicole italiane.
LA CLASSIFICA
Tra il 1° gennaio e il 7 marzo 2025, il box office tricolore ha totalizzato 47 milioni di euro, superando al primo posto quello statunitense, fermo a 36 milioni. Si contano 6,6 milioni di ingressi per i film italiani, contro i 4,9 milioni delle produzioni Usa. Dopo il podio tricolore, ci sono gli americani Sonic 3 - Il film (Eagle Pictures, 8,7 milioni di incasso), Mufasa - Il Re Leone (Walt Disney, 7,5 milioni) e Captain America: Brave New World (Walt Disney, 5,8 milioni). Titoli evidentemente per bambini, ragazzini, robe di super eroi. Poi arrivano Nosferatu (Regno Unito, Universal, 5,1 milioni) e del film italiano 10 giorni con i suoi (in sala dal 23 gennaio, Medusa, con 4,6 milioni di incasso). L’ultimo report mensile di Cinetel, relativo a febbraio, evidenzia che la produzione nazionale (incluse le co-produzioni) ha incassato nei primi due mesi del 2025 un totale di 47.510.252 euro, con 6.740.376 presenze. «Si tratta di un risultato, in termini di valore, superiore sia agli anni più recenti sia alla media del periodo 2017-2019 (37,7 milioni di euro e 5,9 milioni di presenze)», si legge nel rapporto.
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Nel 2019- sottolinea Il Sole 24 Ore - al 7 marzo, il box office aveva raggiunto quasi 139,5 milioni di euro, con 21,5 milioni di biglietti. Nel 2025, siamo a 115,9 milioni di euro e 16,3 milioni di spettatori. Comunque un incremento rispetto all’anno precedente: +11% negli incassi e +9% nelle presenze. Ponendo l’attenzione unicamente alle produzioni italiane, i 47 milioni di incasso di quest’anno segnano un deciso progresso rispetto ai 34,4 milioni del 2019 e ai 35,9 milioni del 2017 (nel 2018 gli incassi salirono a 49,8 milioni, ma sempre ben al di sotto degli 80,2 milioni totalizzati dai film statunitensi, allora stabilmente in testa). Nei mesi che verranno c’è da ben sperare perché da qualche anno il cinema d’estate va forte. Nel 2024 ha registrato risultati incoraggianti grazie all’iniziativa Cinema Revolution del ministero della Cultura, con biglietti a prezzo ridotto per le pellicole italiane ed europee. «Le sale sono centrali per lo sviluppo del settore», ha dichiarato all’ultimo Festival di Venezia il sottosegretario alla Cultura, con delega su cinema e audiovisivo, Lucia Borgonzoni, Il Ministero ha già confermato la riproposizione dell’iniziativa, sfruttando anche la vetrina del Festival di Sanremo per promuoverla.