Corrado Formigli a caccia di fascisti al cimitero

di A.V.sabato 27 aprile 2024
Corrado Formigli a caccia di fascisti al cimitero
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Piazzapulita, giovedì sera. Su La7 va in onda il programma condotto da Corrado Formigli. Ovviamente, essendo il 25 aprile, il tema è quello della Liberazione. E il giornalista, nel suo editoriale, dopo aver parlato di libertà di stampa e dell’occupazione della Rai ad opera del governo Meloni, tocca il suo tema preferito: il ritorno del fascismo, a cui è dedicato il servizio di apertura. Alessio Lasta è inviato al Campo 10 del cimitero maggiore di Milano con l’obiettivo di dare la caccia al fascista. Lì infatti sono sepolti i repubblichini, caduti combattendo per la Repubblica sociale alleata della Germania nazista.

Girovagando per le tombe il giornalista inizia a indagare. «Oggi, contrariamente agli altri 25 aprile» dice Lasta, «ci sono poche persone in questo campo. Arrivano, pregano e mettono fiori». «Qua non c’è niente da raccontare» dice una persona. «Beh insomma» risponde Lasta, «avete messo i fiori per i caduti della Rsi. I morti sono tutti uguali?» «Per noi sì» risponde l’uomo, aggiungendo che «ognuno celebra i propri caduti». Lasta va poi a importunare un altro pensionato, fermo a braccia conserte davanti a una croce di ferro dedicata ai soldati della Repubblica sociale. «Sta dicendo una preghiera?» gli chiede a bruciapelo, «ai repubblichini?».

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«A tutti» è la risposta. «Ma erano fascisti» ribatte il giornalista. «Sono stati uomini come noi» replica quello. Poi Lasta si avvicina alla croce, inizia a leggere e chiede: «Sono eroi quelli sepolti qui?». «Io sono qui per pregare, punto» si difende l’uomo. Ma Lasta si scalda e parte col predicozzo: «Lei viene a pregare sotto una croce che chiama eroi chi combatté con Mussolini!» si mette a urlare paonazzo. Infine, non contento, si avvicina a tre pensionati: «Anche voi qui?». «Il fascismo non c’è più» risponde uno di loro, «è morto e seppellito, queste sono rievocazioni». E poi Lasta parte con il pippotto: «Non c’è più il fascismo che va a prendere le persone a casa, ma c’è il fascismo delle idee, di chi non può esprimere le proprie opinioni!». Dopo viene trasmesso un video di Antonio Scurati a teatro. «Non aspettatevi le camicie nere con i manganelli e l’olio di ricino che vengono a bussare alle vostre porte» si rivolge lo scrittore alla platea. «Ciò che doveva tornare è già qui. In tante cose. Comprese quelle che mi hanno riguardato». Non ci sono dubbi: il fascismo è tornato. Ma per ora solo in televisione.

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