Stefano Feltri, lo sfogo clamoroso: "Perché De Benedetti mi caccia"

di Francesco Specchiamartedì 11 aprile 2023
 Stefano Feltri e Carlo De Benedetti

 Stefano Feltri e Carlo De Benedetti

2' di lettura

«Ho fatto un giornale indipendente, forse troppo, e in tanti hanno dimostrato che non aspettavano altro che una boccata di aria fresca per dimostrare che questo paese può essere migliore di come spesso ci sembra». Sic dixit, ruvidamente, nel suo blog, Stefano Feltri a bocce ferme, dopo il licenziamento come direttore del quotidiano Domani, ad opera del suo Editore Carlo De Benedetti. E, con garbo, ma togliendosi sassolini dalla scarpa, Feltri rivela, sfumatamente, i motivi della sua dipartita. «Ci siamo concentrati su due cose: produrre informazione originale, che nessuno aveva e che tanti preferivano evitare Stefano Feltri uscisse, e mettere insieme analisi, opinioni e idee che permettessero di affrontare la complessità», premette alla furia dell’editore.


Stefano non attacca (non potrebbe, sarebbe ipocrita) le decisioni spiazzanti e il carattere diciamo «deciso» dell’ingegner Carlo. Uomo, quest’ultimo peraltro già portatore di istanze abbastanza problematiche perfino all’interno della propria famiglia - legassi figli e nuora -, figurarsi al di fuori. Feltri non attacca frontalmente, però si produce in una disamina sul nostro mestiere. «Il giornalismo, inteso come generazione di contenuti e non come condivisione di notizie già pubbliche, è un bene pubblico: il mercato non ne produce abbastanza, perché costa tanto ma ha ritorni limitati, perché appena una notizia esclusiva, uno scoop, una inchiesta o anche una polemica entra in rete, subito diventa di chiunque voglia rilanciarla». E ha ragione, Feltri. E saluta i lettori vicini e lontani, e augura ogni bene al suo successore. Epperò, in quel «ho fatto un giornale indipendente, anche troppo», Feltri - come nota la testata online Start Magazine, «sfancula De Benedetti». Elegantemente, ma lo sfancula. E la notizia, in fondo sta tutta qui.

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