Sale l’allarme nei pastifici, dove si sta registrando una penuria mai vista. Addirittura viene descritto uno scenario così catastrofico da non avere precedenti, neanche se si risale ai tragici e drammatici periodi di guerra. Stando alle previsioni, all’inizio del 2022 il grano non sarà abbastanza per la produzione. L’allarme è arrivato direttamente da Giuseppe Ferro, amministratore delegato de La Molisana, che è il terzo pastificio italiano per valore.
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Il ministero della Salute ha deciso di ritirare in via precauzionale dodici marchi di latte per presunta presenza di sos...In un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, Ferro ha dichiarato che “tra marzo e maggio non avremo abbastanza grano per fare la pasta”. Il cuore del problema è da ricercare in Canada, il perché lo ha spiegato stesso l’amministratore delegato de La Molisana: “Il Canada è di gran lunga il primo produttore al mondo di grano duro e quest’anno ha prodotto 3,5 milioni di tonnellate anziché le solite 6,5”. Questo avrebbe già scatenato una corsa agli “armamenti”, ovvero all’accaparramento del grano.
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Altro giro, altro ritiro. In questo caso si muove il ministero della Salute, che ha diffuso gli avvisi di richiamo relat...“Nemmeno durante la guerra - ha fatto notare Giuseppe Ferro - mancò così tanto grano. Il punto è che il grano può essere stoccato per un anno o anche due, ma la semola dura solo un mese”. Questo avrà ripercussioni anche sui prezzi: l’aumento ricadrà su tutti, dai mugnai fino ai consumatori. “So che Lidl - ha dichiarato l’ad - ha già aumentato il prezzo della pasta di 10 centesimi e mi aspetto che ben prima di Natale tutti prevedano aumenti tra i 15 e i 20 centesimi al pacco”.