"Contaminazione biologica". Con questa motivazione la nota catena di negozi specializzati in prodotti bio, NaturaSì, ha disposto il richiamo di un lotto di carpaccio bovino da agricoltura biologica. Al prodotto con il marchio Fattoria delle Origini è stato necessario un provvedimento a seguito della presenza di una contaminazione microbiologica. Nel dettaglio il carpaccio interessato dal richiamo è stato venduto in vaschette di plastica da 200 grammi con il numero di lotto 257 e la data di scadenza 18/05/2021. Per questo, e del tutto a scopo precauzionale, Il Fatto Alimentare fa sapere che la catena raccomanda ai propri clienti di non consumare il prodotto con il numero di lotto e la scadenza indicati. In caso di acquisto è possibile restituirlo al punto vendita NaturaSì, dove si procederà alla sostituzione o al rimborso del prodotto.
Cibo, non solo la banana: ecco l'alimento perfetto per essere un "drago" a letto, ciò che forse non sapevate
Cibi afrodisiaci. Se ne parla. Sempre e da sempre. Sesso e alimentazione infatti vanno a braccetto ma non è certo...I richiami però non sono solo di cibo. Qualche giorno fa era finito nell'occhio del ciclone un estratto di arancia. Quella volta il richiamo era stato diffuso da Bennet e riguardava due lotti dell'estratto Smile Insalarte OrtoRomi. In quel caso colpa di una "presunta presenza nella materia prima arance di Dimethoate e Chlorpyrifos". Si tratta di due principi attivi che non sono autorizzati dall'Unione Europea, nel dettaglio si tratta di due pesticidi. Il prodotto interessato era venduto in bottiglie da 500 ml con i numeri di lotto 586109306 e 586109803 e le date di scadenza 19/05/2021 e 24/05/2021.
Il celebre croccante ritirato, "fuori legge": un grosso rischio, ecco il prodotto da evitare
Scatta il richiamo, diffuso ovviamente dal ministero della Salute italiano, che va a colpire moltissimi lotti di croccan...Spesso infatti accade di non sapere cosa arriva davvero sulle nostre tavole. È il caso della pasta di Gragnano Igp, ma anche di alcuni cibi a Indicazione geografica protetta come la Bresaola della Valtellina e la Mortadella di Bologna. Chi li consuma è convinto di acquistare prodotti totalmente italiani, invece - sempre rispettando la legge - scopriamo che a essere utilizzata non è la materia prima italiana.