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Alzheimer, occhio: cosa succede se si dorme poco

mercoledì 2 aprile 2025

2' di lettura

Dormire poco aumenta il rischio di contrarre l'Alzheimer: lo ha scoperto un team di ricerca statunitense composto da scienziati della Scuola di Medicina dell'Università di Yale e dell'Università Statale della Pennsylvania. I ricercatori, in particolare, hanno trovato una possibile correlazione tra il poco sonno e il restringimento di aree cerebrali associate all'Alzheimer. Al centro del lavoro di ricerca, coordinato dal dottor Gawon Cho specializzato in medicina interna, l'analisi della qualità del sonno di 271 persone, a cui poi sono state effettuate scansioni cerebrali a 13-17 anni di distanza. 

Nella loro valutazione, gli scienziati si sono concentrati su tre tipi di sonno: quello a onde lente o sonno profondo, che si raggiunge poco dopo essere andati a dormire; la fase REM (Rapid Eye Movement), quella onirica caratterizzata da un movimento rapido degli occhi che si raggiunge prima del risveglio; e il numero di risvegli attraverso la polisonnografia. Le scansioni cerebrali si sono invece concentrate sulle regioni associate alla malattia di Alzheimer, come ippocampo, cuneo e parietale inferiore. Incrociando i dati, i ricercatori hanno scoperto che le persone che avevano il sonno disturbato mostravano un'atrofia nella regione parietale inferiore, che diversi studi hanno associato alla demenza. 

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“Quella parte del cervello sintetizza le informazioni sensoriali, comprese quelle visuospaziali, quindi ha senso che mostri una neurodegenerazione precoce nella malattia”, ha spiegato alla Cnn il professor Cho. Il sonno profondo e quello REM sono fasi importanti in cui dal cervello vengono eliminate le tossine e le cellule morte attraverso la fagocitosi, e non solo. Si tratta anche di momenti in cui vengono consolidati i ricordi ed elaborate le emozioni. Secondo gli esperti, il sonno profondo dovrebbe rappresentare almeno il 25% del tempo che trascorriamo a dormire.

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