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Eclissi, domani il fenomeno. La profezia: cosa ci aspetta

di Dario Pregnolato venerdì 28 marzo 2025

3' di lettura

Nella celebre opera De rerum natura, considerata ancora oggi tra le più influenti, Tito Lucrezio Caro lascia trasparire come l’osservazione della natura e dei suoi fenomeni rientri tra i piaceri della vita. In particolare, ad attirare l’attenzione di Lucrezio era il rapporto tra il Sole e la Luna e come questo potesse generare allineamenti e fenomeni spettacolari in grado di affascinare e accompagnare l’essere umano. Su tutti il fenomeno dell’eclissi, il più grande spettacolo naturale, ma al contempo anche quello più inquietante, basti pensare che in passato veniva considerato un avvenimento nefasto, annunciatore di calamità e di morte, con il “mostro celeste” intento a “divorare la faccia del Sole”, come testimoniano le tavole contenute nel Codice di Dresda, uno dei quattro libri Maya sopravvissuti alla distruzione della Conquista. L’apparenza era troppo convincente: il rovesciamento del quotidiano, con la notte (l'oscurità) ad irrompere in pieno giorno. Uno scontro tra luce e tenebre, con quest'ultime che si sarebbero riversate inevitabilmente anche sulla Terra.

Secondo i popoli antichi, infatti, il cielo era lo specchio fedele della Terra, entrambi percepiti come il risultato di un drammatico evento di divisione di un’unica entità primordiale, un concetto comune alle cosmologie dei popoli mesopotamici, dell’Egitto, ma anche degli stessi Maya e Aztechi. Quanto accadeva in cielo, si sarebbe riprodotto in Terra. Per questo motivo l’osservazione e la predizione dell’eclissi rivestivano grande importanza non solo astronomica e astrologica, ma soprattutto politica e strategica. È noto come i sovrani Maya attendessero il verificarsi di un’eclissi per colpire città nemiche, mentre gli Assiri ritenevano che l'eclissi fossero espressione della collera degli dèi e annunciassero la morte di un sovrano.


GRECI E ROMANI
Venendo al mondo greco-romano, se in Omero l’eclisse era una “morte dell’astro”, per il poeta anticonformista, Archiloco, l'eclissi alla quale assistette dall'isola di Taso nel 648 a.C. era stata provocata da Zeus, il signore dell'Olimpo. E se il Sole scompare per mano di Zeus, «allora ogni cosa è da credere, e tutto ci si può aspettare», afferma Archiloco in un suo celebre passo, osservando come gli astanti furono colti da paura e sudori freddi. Una paura, che come scriverà Leopardi, non poteva che essere tolta agli uomini dalla scienza.

NATURA DIS-UMANA
Proprio perché la natura stessa non è mai malvagia e solo dis-umana, nel senso che non ha nulla a che fare con l’uomo. L’eclissi, infatti, è un fenomeno puramente geometrico. Con la Luna che si interpone, sullo stesso piano, fra noi e il Sole. Pensate, anche se 400 volte più piccola, la nostra Luna è anche 400 volte più vicina alla Terra, 350.000 chilometri in media contro i 150 milioni che ci separano dal Sole. Per una curiosa coincidenza Sole e Luna, benché di dimensioni reali estremamente diverse, si trovano, dunque, a distanze dalla Terra tali da avere più o meno la stessa dimensione apparente. Questa combinazione di fattori fa sì che la Luna “impatti” perfettamente con il disco solare. Un fenomeno tutt'altro che irrazionale, semplicemente meccanico. Il primo a comprendere il meccanismo fu Talete di Mileto, che predisse quella del 585 a.C. considerata la “prima” eclisse documentata della storia. C’è poi l’Ultima eclissi di Stephen king, quella del luglio del 1963, che fa da sfondo a due suoi romanzi, Il gioco di Gerald e Dolores Claiborne, in cui si rinnovano le emozioni di paura e angoscia unitamente alla metafora dell’eclissi come “discesa nella tenebre”, che testimonia il nostro retaggio evolutivo che costantemente riemerge. Come ciclicamente ritornano le eclissi, non così insolite.

DIFFERENZE
Quelle solari sono più comuni di quelle lunari, in un anno ci sono almeno due eclissi di Sole, la differenza sostanziale è che mentre l’eclissi lunare è apprezzabile in gran parte del nostro pianeta, l’eclissi solare interessa una ristrettissima fascia di totalità o di picco massimo. Ecco perché risulta estremamente interessante quella a cui assisteremo domani, con la Luna che scheggerà il disco solare, dando vita ad un’eclissi parziale di Sole, la cui peculiarità sarà proprio l’estensione a livello planetario.

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