Omicron, la bomba di Massimo Clementi sul vaccino: quello che pochi hanno il coraggio di dire

domenica 28 novembre 2021
Massimo Clementi

Massimo Clementi

2' di lettura

Mai come ora, con le notizie che arrivano sulla variante Omicron del Covid, è necessario vaccinarsi, e per chi lo è già fare la terza dose. Ne è convinto Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Ospedale San Raffaele di Milano, co-fondatore e past-president della Società Italiana di Virologia, che in una intervista a Il giornale si dice anche critico su come e cosa è stato diffuso sulla nuova variante sudafricana. "Nessun ente internazionale ha ancora preso posizione, ci sono solo supposizioni e le valutazioni si basano su un numero molto limitato di casi. Hanno allertato il mondo divulgando informazioni parziali".

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Invece, continua Clementi, "per venire a capo di questa variante serviranno almeno settimane e bloccare il traffico aereo serve a poco mentre getta nel panico i mercati. Meglio i controlli mirati dei passeggeri che arrivano dalle zone a rischio". E se questa variante dovesse bucare il vaccino sarà ancora più importante immunizzarsi, sottolinea il professore. "Mai come ora bisogna correre, correre, correre a vaccinarsi. Il vaccino finora ha protetto da tutte le varianti".

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Quindi non ha senso aspettare che le aziende farmaceutiche modifichino i vaccini in base alla variante sudafricana e chi deve fare la terza dose deve farla appena possibile. "Ora più che mai la terza dose diventa la cosa più importante perché conferisce un'immunizzazione potente e in grado di bloccare tutte le possibili varianti finora rilevate".

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Per sapere qualcosa di più di questa variante "bisognerà aspettare i risultati dei più importanti esami di laboratorio e delle valutazioni cliniche dei soggetti contagiati. Occorrerà capire se infetta solo più velocemente o provoca malattie più importanti e quali sono le caratteristiche della malattia. Poi c'è l'osservazione clinica: le infezioni sono differenti o no? I contagiati si ammalano diversamente dagli altri o no?". Insomma non sappiamo ancora "quasi niente".