Il nuovo obiettivo della ricerca medica è quello di far diventare il vaccino commestibile. O meglio: l'idea sarebbe quella di far ingerire il farmaco attraverso piante commestibili, come l'insalata. Ad occuparsene al momento è un gruppo di ricercatori dell'Università della California-Riverside, che sta portando avanti una coltivazione di insalata a base di medicinali, in grado di somministrare un vaccino attraverso le foglie ingerite. Addio ago insomma.
Coronavirus, "doppio salto di specie": alle origini della pandemia, si riscrive la storia
Sono diverse le ipotesi sull'origine del virus che causa il Covid, il Sars-CoV-2. Stando a una delle più rece...Gli scienziati, finanziati da una sovvenzione di 500mila dollari dalla National Science Foundation, cercheranno di fornire vaccini validi a DNA contenente mRNA nelle cellule vegetali, dove possono replicarsi, per dimostrare - come riporta il Messaggero - che le piante possono produrre abbastanza mRNA per sostituire un'iniezione tradizionale. "Idealmente, una singola pianta produrrebbe abbastanza mRNA per vaccinare una singola persona - ha spiegato Juan Pablo Giraldo, professore di botanica e scienze delle piante dell'UCR -. Stiamo testando questo approccio con spinaci e lattuga e abbiamo obiettivi a lungo termine per le persone che lo coltivano nei propri giardini. Gli agricoltori potrebbero anche coltivarne interi campi".
Antonella Viola, la bordata: "Del tutto impreparati", chi ha condannato l'Italia al Covid. E su vaccino e Dna...
Parole che fanno riflettere, parole rilanciate un po' ovunque, quelle di Antonella Viola, l'immunologa che inter...Per realizzare vaccini commestibili, però, sono necessari i cloroplasti, piccoli organi all'interno delle cellule vegetali che aiutano a convertire la luce solare in energia. "La nostra idea è di riutilizzare le nanoparticelle naturali, vale a dire i virus delle piante, per la consegna di geni alle piante - ha spiegato Nicole Steinmetz, professoressa dell'UC-San Diego - per far sì che le nanoparticelle vadano ai cloroplasti e anche per renderle non infettive verso le piante".