La variante Delta preoccupa l'Italia come tutto il resto d'Europa. Si tratta dell'ultima mutazione del coronavirus, sulla quale si hanno ancora dei dubbi circa la totale copertura che possono dare i vaccini. Per certo, tra prima dose e richiamo, la Delta è in grado di colpire. La variante si diffonde in modo molto rapido e dunque è necessario riconoscerne velocemente le evoluzioni per cercare di tracciarla e controllarla.
Variante Delta, i virologi in campo: "Quando non dovete partire per le vacanze"
La variante Delta fa paura al mondo e all'Italia. Dopo che in Australia l'impennata dei contagi ha costretto il ...E a fare il punto sulla variante Delta, ecco Massimo Galli, il direttore della Clinica Malattie Infettive dell'Ospedale di Milano, che dice la sua ai microfoni di iNews24.it. Galli dice di essere "allarmato da sempre e non ho mai smesso. Il virus evolve e dobbiamo essere in condizioni di seguirne le evoluzioni, riconoscerle rapidamente e possibilmente contenerle. La condizione è la stessa di un anno fa, con la differenza che ora abbiamo tanti vaccinati e non dovremmo tornare a una condizione epidemica pericolosa".
Dunque, un interessante capitolo relativo ai sintomi della variante Delta: "Non abbiamo molti dati che dicono che abbia un impatto clinico peggiore dell'altra. La sua capacità di diffusione superiore dà al virus una chance in più di circolare e continuare a incombere - premette -. Se fosse vero che non causa la perdita dell'olfatto, non sarebbe un buon segno. Diventerebbe infatti, più difficile identificare il virus. Ma è tutto da verificare. Su questo campo si rischia di parlare un po’ in anticipo", ha chiosato Galli. Insomma, l'incertezza regna sovrana. Soprattutto nel caso in cui, come pare, la variante Delta non avesse conseguenze sull'olfatto.