Uno studio tutto italiano, capofila il Sant'Orsola di Bologna, è in grado di spiegare l'elevata mortalità in terapia intensiva dei pazienti con coronavirus. Pubblicato su 'Lancet Respiratory Medicine' lo scorso 27 agosto, la ricerca dimostra che il virus può danneggiare entrambe le componenti del polmone: gli alveoli (le unità del polmone che prendono l'ossigeno e cedono l'anidride carbonica) e i capillari (i vasi sanguigni dove avviene lo scambio tra anidride carbonica e ossigeno).
Coronavirus, Paolo Pelosi: "Muoiono persone che non sono più positive da mesi", i danni a lungo termine
“Più dell’80 per cento delle morti segnalate si riferisce a persone molto anziane, con una sovrapposi...Sarebbero proprio i polmoni la chiave in grado di spiegare la letalità del Covid-19. Quando il virus danneggia entrambe le componenti, infatti, muore quasi il 60 per cento dei pazienti. Altra percentuale quando invece danneggia solo una parte. In questo caso a morire è poco più del 20 per cento delle persone.