Otto e mezzo, Alessandro Sallusti zittisce Gad Lerner: "Superlega? Come con i vaccini", "Ti ricordo una cosa..."

martedì 20 aprile 2021
Otto e mezzo, Alessandro Sallusti zittisce Gad Lerner: "Superlega? Come con i vaccini", "Ti ricordo una cosa..."
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"Una guerra sui soldi, non sull'etica". Alessandro Sallusti, in collegamento con Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, parla di Superlega e affronta il tema da un punto di vista pragmatico. "Stiamo parlando solo di business, la Fifa e la Uefa fanno business e in questo momento è aggredito da un altro business che si vuole contrapporre". 

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"Se il calcio è una industria, l'industria si regola sul mercato, non sui pareri dei primi ministri", spiega il direttore del Giornale criticando l'ingerenza di Mario Draghi, che si è esposto contro il progetto delle 12 big del calcio europeo e il loro progetto di lega "a posto fisso", sostenendo di dover "difendere la meritocrazia nel calcio". "Lo trovo un po' ipocrita nascondersi dietro i valori morali. Non mi sembra che in America non si giochi più a pallacanestro perché c'è la Nba, una superlega dei ricchi. Semmai è il paese in cui si gioca meglio a pallacanestro anche perché c'è un sistema di selezione basato sul business". 

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Per Gad Lerner, invece, la Superlega è l'esempio perfetto di "capitalismo selvaggio". Anche per questo, da tifoso interista, ha deciso di scrivere una lettera al dirigente ed ex capitano nerazzurro Javier Zanetti insieme a suoi due compagni di tifo vip, Enrico Mentana e Michele Serra, per convincerlo a far rientrare il club nei ranghi.

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"Sono convinto che in un sistema democratico la politica deve impicciarsi delle regole del capitalismo e deve dettarle - spiega l'ex opinionista di Repubblica, oggi al Fatto quotidiano -, l'abbiamo visto nei rapporti tra Unione europea e le multinazionali dei vaccini. Ci sono delle regole che vanno rispettate e spero venga sanzionato chi prova a violarle. È un'indecenza". Sallusti scuote il capo: "Volevo ricordargli che se oggi forse ci salviamo dal virus è perché ci sono delle multinazionali private che hanno scoperto il vaccino a tempo di record, non perché lo Stato ha delle sue aziende che lo producono".