Dritto e Rovescio, Maurizio Gasparri durissimo contro Gaetano Pedullà: "Dignità. Sei ridicolo, un giullare"
Un Gaetano Pedullà in grandissima forma (si fa per dire) quello che a Dritto e Rovescio - il programma di Paolo Del Debbio in onda su Rete 4, la puntata è quella di giovedì 11 febbraio - si è fatto prendere prima per i fondelli un po' da tutta Italia e poi ricoprire di improperi da parte di Maurizio Gasparri. Si parte dalla presa per i fondelli: il direttore de La Notizia, una sorta di "bimba di Giuseppe Conte" e fan accanito del M5s, è riuscito ad affermare che "Danilo Toninelli è stato uno dei migliori ministri nella storia d'Italia". Insomma, capirete quali sono le ragioni per le quali Pedullà è stato dileggiato un po' ad ogni latitudine del globo terracqueo.
"Cosa mi ha colpito". Draghi, il dettaglio notato da Del Debbio durante la conferenza: avete visto?
Dunque, si passa gli improperi che è stato costretto a inghiottirsi. Il punto è che non pago della sparata termonucleare su mister muscolo Toninelli, ecco che l'ineffabile Pedullà tenta anche la difesa di Domenico Arcuri, il super-commissario a tutto. Insomma, tenta l'ormai consueta difesa dell'indifendibile. Troppo, per Gasparri, che parte in quarta: "Pedullà è veramente ridicolo". "Usi termini propri", replica il giornalista. Ed eccoli, i "termini propri" con cui il senatore di Forza Italia lo fa a pezzettini: "Pedullà, dignità. Sei un giullare. Un giullare". Insomma, la rima Pedullà-dignità: il carico da novanta.
Ma non è finita. Si continua a parlare di Arcuri. E di vaccini. Pedullà - solito ritornello - critica la gestione in Lombardia. "Ma cosa c'entra la Lombardia?", replica Giuseppe Cruciani. Ed eccoci alla bomba dell'improbabile Gaetano: "Sulla gestione dei vaccini l'Italia fa molto meglio di altri Paesi: cosa mi state raccontando? Dovreste ringraziare Arcuri, semmai". Tutto vero: dovremmo dire grazie ad Arcuri. Si trasecola in studio. Cruciani: "Arcuri? Abbiamo vaccinato il 2,6% della popolazione, dobbiamo ringraziare Arcuri?". Infine Gasparri: "Maddeche, Pedullà. Pedullà, dignità...". Cala il sipario.