Le Pen, da Antonio Di Pietro uno schiaffo alla sinistra: "Arrestateci tutti"

Endorsement inaspettato dell'ex magistrato per Marine Le Pen: "Impossibile distinguere il lavoro che i tuoi fanno a Strasburgo e quello per il partito"
di Roberto Tortoramercoledì 2 aprile 2025
Le Pen, da Antonio Di Pietro uno schiaffo alla sinistra: "Arrestateci tutti"
2' di lettura

Un endorsement a Marine Le Pen, ormai ex- deputata all'Assemblea nazionale francese dopo la condanna di appropriazione indebita di fondi europei, arriva da chi non te l’aspetti, cioè Antonio Di Pietro, ex-magistrato e simbolo di “Mani Pulite”, piuttosto scioccato da ciò che è successo in Francia. Lo fa dalle pagine del Tempo, quotidiano italiano di orientamento conservatore. Di Pietro spiega: “Sono stato europarlamentare ed è impossibile distinguere il lavoro che i tuoi fanno a Strasburgo e quello per il partito. Se la Le Pen è stata condannata per i motivi che ho letto, allora siamo tutti colpevoli, allora arrestateci tutti”.

L’ex- magistrato più famoso d’Italia è perplesso: “La storia dell’ineleggibilità decisa con il primo grado di giudizio è allucinante. E poi per cosa?! Io sono stato parlamentare europeo ed è impossibile tracciare un confine sul lavoro che chiedi di fare ai tuoi collaboratori per il parlamento di Bruxelles e quello per l’attività politica nel Paese di provenienza. Alla fine quel giudice francese ha fatto un piacere alla Le Pen: se non potrà candidarsi, questa sentenza farà vincere sicuramente uno dei suoi. Ora, però, sarebbe meglio non creare casini. L’importante è portare a casa la separazione delle carriere tra giudici e Pm. Non tanto per la separazione in sé, di cui ai miei ex-colleghi in realtà frega niente, quanto per l’Alta Corte disciplinare e il sorteggio dei due Csm, cioè i punti della riforma che gli danno davvero fastidio”.

Marine Le Pen, l'allarme de Le Figaro: "Rischio insurrezione popolare"

La Francia si ritrova in un cul de sac, e la colpa è (anche) della condanna di Marine Le Pen. Par di leggere le c...

Esce fuori, poi, inevitabilmente anche il tema dell’immunità parlamentare, a parlare stavolta è Nunzi Pagano, presidente della commissione affari istituzionali alla Camera, che dichiara: “Tutti vorrebbero l’immunità, ma tutti hanno paura a tirarla fuori”. Manlio Messina di Fratelli d’Italia, invece, confessa: “Con quello che è successo alla Le Pen come fai a non pensarci all’immunità, solo che manca il coraggio. Io presenterei pure una proposta del genere, sarebbe il momento visto che la magistratura ha toccato il suo punto più basso, ma se lo faccio mi cacciano. Avrei bisogno di un’immunità di partito”.