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Piazza pro-Europa, Lepore inguaia Gualtieri

Le dichiarazioni del sindaco di Bologna sulle spese per la manifestazione per l'Ue di domenica prossima hanno fatto scattare i nervi a più di qualcuno
di Francesco Storace mercoledì 2 aprile 2025

3' di lettura

In Campidoglio hanno gli incubi. Le dichiarazioni del sindaco di Bologna sulle spese per la manifestazione “per l’Europa” di domenica prossima, hanno fatto scattare i nervi a più di qualcuno. Ma come – dicono negli staff dell’amministrazione capitolina – noi stiamo nella bufera per quei maledetti 350mila euro pubblici per piazza del Popolo, e lui, Matteo Lepore, si mette a giocare a chi è più virtuoso, annunciando una spesa di appena ventimila euro, così dice lui, e in più tutti provenienti dai privati?

Mica hanno torto a temere nuove bufere, soprattutto da parte della Corte dei Conti. Due sono gli esposti su Roma attenzionati dalla magistratura contabile. Il primo, con una successiva integrazione, è stato di Fabrizio Santori, capogruppo della Lega, unitamente all’altro consigliere del Carroccio Maurizio Politi, e di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi; l’altro, presentato dall’ex sindaca Virginia Raggi, pure molto documentato, con puntuali riferimenti normativi che certo non possono sfuggire alla valutazione della Corte: lo hanno sottoscritto una serie di consiglieri municipali (Festa, Rosati, Badaracco, Canale, Medaglia e Arnetola). Curiosità: mancano le firme dei Consiglieri M5s dell’assemblea capitolina. I casi sono simili (il tema, gli ospiti illustri per parlare, le piazze, l’organizzazione) ma i costi diversi. In maniera sfacciata. Abbiamo detto dell’esposto di Santori.

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Per quel che riguarda la Raggi – oltre all’annotazione sulle anomalie di spesa – è molto interessante il rigoroso elenco delle norme che sovraintendono alle decisioni a cui si devono attenere i comuni quando finanziano eventi. È il testo unico degli enti locali a precisarlo, dagli articoli 192 e seguenti, ricorda l’ex sindaca. La disciplina è chiara: ci vogliono “un atto di determinazione iniziale; un impegno contabile con copertura finanziaria; la verifica dell’equilibrio di bilancio; l’eventuale riconoscimento di debiti fuori bilancio (art.194)”. Questo schema – segnala la Raggi alla Corte dei Conti – «garantisce la trasparenza, la legalità e il controllo della spesa pubblica, evitando che gli enti locali assumano obbligazioni finanziarie senza copertura economica».

Sarà agevole scoprire che non c’è un solo atto amministrativo in cui ci sia tutto questo. La ratio della norma è evidente, e puntualmente l’esposto della Raggi indica che cosa bisogna scrivere: 1- il fine che con il contratto si intende perseguire; 2 - l’oggetto della spesa e la sua forma; 3 - le clausole essenziali del contratto; 4 - le modalità di scelta del contraente, in conformità alle norme sul procedimento amministrativo. Questo articolo garantisce trasparenza, programmazione e controllo delle spese pubbliche, evitando che gli enti locali assumano impegni finanziari senza un’adeguata pianificazione e senza rispettare i principi di economicità e concorrenza.

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Invece, nel caso della manifestazione romana non si capisce praticamente nulla di quanto è alla base del Tuel. Di più, risultano persino servizi affidati successivamente alla manifestazione... Le stesse modalità per la scelta dei soggetti a cui con soldi pubblici si sono garantiti i vari servizi – e questo lo ha notato Santori – sono “sotto soglia”, quasi a voler evitare di dover fare sottostare a norme che impongono gare con tempi più lunghi, probabilmente. La decisione sulla manifestazione di Roma, hanno notato gli esponenti leghisti, ha finito per sollevare un privato – il gruppo Gedi di Repubblica – da una spesa importante per l’evento. A Bologna dicono che invece si può evitare che l’uscita sia a carico dei comuni. Il che rende tutto molto strano e meritevole di approfondimento da parte dei magistrati contabili. La sensazione è che le preoccupazioni che circolano nei corridoi del Campidoglio siano tutt’altro che infondate. Ma sta alle toghe decidere se ci siano o meno irregolarità. E il loro lavoro attende i risultati dell’attività della Guardia di Finanza.

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A.V.