Ma com’è suscettibile il Professore! Non si può più fargli alcuna domanda che scatta, scuro in volto e a denti stretti, contro l’interlocutore di turno. I giornalisti colpevoli di fare il proprio mestiere, ovvero fare domande (anche “scomode”), non vanno a genio a Romano Prodi. Che non riesce proprio a perdere il vizio... E così, dopo la tirata di capelli a Lavinia Orefici eccolo a muso duro contro Roberta Pecori (inviata della trasmissione di Massimo Giletti, Lo stato delle cose) che lo incalzava sulle mancate scuse alla collega di Quarta Repubblica. Il fondatore dell’Ulivo non solo non ha risposto nel merito («abbia rispetto», si è limitato a dire) ma si è pure rivoltato quando la donna che lo inseguiva ha osato obiettare: «Ma lei ha avuto rispetto perla collega a cui ha tirato i capelli per una domanda, trattandola come un’inetta?». Apriti cielo. Il prof si è girato all’improvviso, cambiando repentinamente il senso di marcia della camminata e puntando dritto verso di lei.
Per fortuna c’era un membro del suo entourage a bloccarlo fisicamente: impossibile dire se altrimenti ci sarebbe stato un contatto ma guardando le immagini trasmesse da Rai3 la stizza del Prof che “fa brutto” – per dirla come i giovani – alla giornalista è oggettivamente inaccettabile. Soprattutto alla luce dei fatti pregressi. E poi: perché non fare mea culpa perla sbroccata post domanda su Ventotene? «C’è un momento che se non interveniva l’uomo di scorta di Prodi, secondo me, alla nostra Rebecca Pecori, altro che il tiro ai capelli», ha commentato Giletti lanciando il servizio. E mentre la sinistra istituzionale in dieci giorni non è riuscita a prendere le distanza dal suo padre nobile, arrivando persino a giustificarlo riesumando il paternalismo, la stampa progressista ha già emesso la sentenza di assoluzione bis. «Il prossimo passo è Giordano che manda una provocatrice da Prodi per chiedergli perché ha reagito alla provocatrice di Giletti che era stata mandata per chiedergli perché ha reagito alla provocatrice di Porro. Non è giornalismo, è la fiera dell’Est», ha commentato su X Luca Bottura, editorialista della Stampa. Dunque i giornalisti non allineati al pensiero unico sinistro diventano provocatori: bene a sapersi.
Il silenzio di Elly Schlein, intanto, prosegue. Proprio lei, che aveva denunciato il sessismo dilagante, anche interno al Pd, nei suoi confronti riguardo alle polemiche scaturite dopo la spaccatura del partito sul tema del riarmo europeo. Se a essere attaccata è una donna non di sinistra, allora maschilismo e patriarcato non esistono più? I maligni, invece, riportano la linea defilata della segretaria a una sorta di ritorsione contro Prodi e l’ala riformista che stanno mettendo in discussione l’attuale leadership del Partito Democratico. Dietro quel video pubblicato da DiMartedì settimana scorsa - programma di La7 non certo vicino al centrodestra -, che ha inchiodato il Professore alle sue colpe mostrando da un’angolatura privilegiata la doppia tirata di capelli all’inviata di Mediaset, potrebbe esserci la manina di qualcuno che vuole toglierselo dai piedi.