Il piano elettorale di Silvia Salis per l'elezione a Genova è in perfetta continuità con la segreteria Schlein: caccia ai fascisti e difesa del comunismo. Dal palco del suo primo comizio, in piazza Tazzoli a Sestri Ponente, la candidata del centrosinistra non ha risparmiato attacchi al centrodestra. "Sono agitati, spaventati, questo li rende aggressivi - ha detto Salis - sono colpita dalla mancanza di dignità di persone che fino a un mese e mezzo fa dicevano che ero una grande dirigente sportiva, che ero stata una grandissima atleta, una donna brillante, e adesso mi danno dell'incompetente ogni settimana perché evidentemente hanno paura che questa donna gli porti via Genova".
Poi, citando il partigiano Giotto, Salis ha aggiunto: "Palazzo Tursi non vuole fascisti, non vuole persone che negano il 25 Aprile. Non li vedo così arditi negli attacchi che fanno, li vedo spaventati. Faremo capire che questa è una città progressista - ha concluso - l'Italia è un Paese progressista e manderemo via le destre dalla città, dalla regione e dal Paese".
Che la Salis - nomen omen - fosse un po' nostalgica lo si era già capito dalla prima tappa del tour nei circoli del Pd. La candidata del centrosinistra ha parlato con alle spalle una gigantografia che ritraeva una donna intenta a issare al cielo la bandiera con la falce e martello. Immancabile poi la stella rossa, a rievocare il vecchio simbolo dell'Unione Sovietica di Iosef Stalin. Come se ciò non bastasse, la candidata del Pd ha pure rivendicato il tutto, sostenendo che in realtà fosse "il nostro simbolo di libertà".
FdI, però, la pensa in maniera molto diversa. Sui social, il partito guidato da Giorgia Meloni ha spiegato a chiare lettere quale sia, per loro, il significato di quel simbolo. "Per il segretario del Partito Democratico a Genova, la falce e il martello rappresenterebbero la libertà, per noi invece sono violenza e morte - si legge su Facebook -. L’estremismo in Italia esiste: è rosso".