Elon Musk, così l'odio dei salotti contro mister Tesla aizza chi vuole passare ai fatti

Il pioniere della mobilità elettrica diventa il bersaglio preferito dei pro-Pal e dei barricadieri da tastiera
di Giovanni Sallustimartedì 1 aprile 2025
Elon Musk, così l'odio dei salotti contro mister Tesla aizza chi vuole passare ai fatti
3' di lettura

Il rogo delle Tesla rimanda a un vecchio incendio, che ha covato sotto la cenere del Novecento, e si chiama ideologia. Intendiamo qui la parola anzitutto nel senso in cui la utilizzavano i sodali Karl Marx e Friedrich Engels: “falsa coscienza”. In questo caso, la coscienza perbene, antifà, progressista, che ammantata di motivazioni nobili per quanto improbabili (la democrazia a rischio nella sua terra d’elezione moderna, gli Stati Uniti d’America, figuriamoci) l’odio cieco per il Nemico. Che oggi si chiama anzitutto Elon Musk, l’orco, il traditore, il pioniere dell’elettrico che osa l’inosabile, si schiera con Trump, di più, va a ricoprire un ruolo chiave nella sua amministrazione, peraltro sommamente sgradito alle anime belle, dovendo egli recidere i tentacoli sussidiari dello Stato federale di cui spesso le suddette anime campano.

È troppo, parte la parola d’ordine dalle centrali del Politicamente Corretto oltreoceano: #TeslaTakedown, smantelliamo Tesla. Smantelliamo un’azienda che è anche una catena produttiva globale, smantelliamo circa 130mila posti di lavoro (ai boicottatori metropolitani il lavoro non interessa, è roba per proletari volgari e sudattici). Lo ha raccontato domenica con entusiasmo incontenibile Repubblica: «Showroom Tesla assediati. Da New York a Berlino monta la protesta anti-Musk». «Quella di New York è stata solo una delle almeno 500 manifestazioni Tesla Takedown organizzate in tutta l’America ma anche a Berlino, Londra e Parigi, oltre a Toronto e Montreal in Canada e fino in Australia», riferiva raggiante la cronista in un reportage cui mancava solo la scheda col kit del perfetto boicottatore. Certo, «una settimana fa a Los Angeles cinque veicoli Tesla sono stati incendiati» e «venerdì a New York su una serie di Tesla parcheggiate in strada sono state incise svastiche sulle fiancate», ma il problema è Donald Trump che gli ha «addirittura definiti atti di terrorismo domestico». No, il problema è vostro ed è il solito, si chiama doppiopesismo, demonizzazione, contorcimento ipocrita (gli stessi vizi che fanno schierare le femministe chic col tiratore di capelli femminili Romano Prodi, giusto per esemplificare).

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Per cui si può travestire quotidiniamente uno dei più titanici visionari contemporanei, l’uomo che probabilmente porterà l’umanità su Marte, da nazista dell’Illinois e gangster internazionale, lo si può mostrificare a Giornale Unificato, si può strizzare l’occhio a chi assalta i suoi punti vendita e si possono relativizzare le fiamme appiccate alle sue auto. Dopodiché ci si può meravigliare che qualche decerebrato prenda in parola lorsignori, che il sabotaggio e il fuoco non siano solo cattiva letteratura all’aperitivo della Ztl, ma possano di ventare pessima realtà. Anche alle nostre latitudini, ieri a Frascati dove in una concessionaria Tesla hanno preso fuoco 17 vetture (probabile matrice anarchica, in ogni caso ci sentiamo di escludere un fenomeno di autocombustione diffusa), ma pure a Saint-Chamond, nella Loira, dove 12 stazioni Tesla di ricarica sono state bruciate. Allora, ha torto Elon Musk, quando si chiede: «Non è scioccante quanta violenza e odio provengano dalla sinistra, non dovrebbe essere questo il partito dell’empatia e invece bruciano Tesla?». No, non è scioccante, è ampiamente prevedibile, almeno per chi sta nella vecchia Europa che, come dice JD Vance, si è spesso ribellata alla sua creazione migliore, la libertà. È prevedibile perché questo fronte progressista post-moderno è antichissimo, è intrappolato in qualcosa come degli Anni Settanta permanenti: i suoi leader, i suoi giornali di riferimento, i suoi intellettuali sono ancora, spesso e volentieri, cattivi maestri. L’unica differenza è che oggi molti lo sono con riflesso inconsapevole, un post per condividere #TeslaTakedown e via, un altro contro i combustibili fossili, senza nemmeno accorgersi della contraddizione. L’incendio contemporaneo, anzitutto, è quello dell’intelligenza.

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