Spalle al muro, incalzato da Libero e dal centrodestra sull’esborso per l’evento pro-Ue di domenica prossima, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ieri finalmente ha parlato: «Accendono un faro sui costi? Da parte dell’amministrazione comunale non ce ne saranno». A Roma il collega e compagno dem di partito, Roberto Gualtieri, ha sborsato 300mila euro, soldi pubblici, e la Corte dei Conti indaga: il caso è stato sollevato dal nostro giornale. Lepore ha organizzato la manifestazione in piazza del Nettuno, all’evento ha subito aderito la collega di Firenze, Sara Funaro – anche lei del Pd – e da più di una settimana Fdi e Lega chiedono al sindaco di Bologna di rispondere a una semplice domanda: chi mette i quattrini? Hanno presentato interrogazioni ma Lepore non s’è mai presentato in aula.
BUONGIORNO
Ieri, dicevamo, ecco che il sindaco s’è destato, ma non in aula: «Abbiamo trovato dei sostenitori». Evviva: ma chi sono? Lepore ripiomba nel silenzio. Il sindaco spiegherà più avanti, forse. Intanto informa: «È una piazza che abbiamo voluto, come istituzioni, con tantissime realtà del mondo del lavoro, dell’associazionismo, con tanti movimenti che da sempre a Bologna hanno riempito piazze. Qui», attenzione, «quando si va in piazza per la pace si sa quello che ci si può aspettare: lo abbiamo fatto quando l’Ucraina è stata invasa, per Gaza, per Patrick Zaki», già, e da quest’ultimo deve ancora arrivare un «grazie» al governo italiano per la liberazione, ma siamo certi che arriverà assieme all’elenco degli sponsor che sostengono le spese di Bologna. «Vediamo se tra questi ci sono fondazioni o associazioni che ricevono soldi dal Comune», dice a Libero Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in municipio. «Ad alcune di queste fondazioni», spiega, «abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti, come avevamo già fatto con gli uffici del sindaco. Restiamo in attesa».
Lepore rilancia e provoca: «Il centrodestra dovrebbe venire in piazza con noi, se veramente tiene a un’Europa più unita e democratica. Noi portiamo in piazza cittadini e persone con la bandiera europea». Marco Lisei, senatore bolognese di Fratelli d’Italia, risponde: «La città merita istituzioni trasparenti, non un Comune gestito come una “casa del popolo”. Lepore con le sue dichiarazioni conferma che la piazza del 6 aprile è una manifestazione di sinistra, non di tutti, quando usa “noi” lo dimostra chiaramente. Quanto ai costi», aggiunge Lisei, «prendiamo atto che dopo le nostre pressioni il sindaco sta cercando altre soluzioni per non perdere la faccia, ma come si dice “la pezza è peggio del buco”. Denunciamo la totale assenza di trasparenza sui costi, su chi siano gli sponsor, su come siano stati selezionati e quanto abbiano versato». E ancora, il senatore: «Prendiamo atto che c’è una chiara volontà da parte della giunta di nascondersi, e ribadiamo la diffida nei confronti del Comune di Bologna di destinare qualsiasi tipo di finanziamento, diretto o indiretto, per l’organizzazione. Verifichiamo tutto e ci riserviamo ogni azione necessaria nelle sedi preposte, negli interessi della collettività».

Pd, il trucco a Bologna per "scroccare" la piazza
Non pago della grassa figura da pulciari rimediata con l’adunata romana del 15 marzo, il fronte dei sindaci Dem se...Sennonché ci sono «ulteriori dubbi», quelli della capogruppo di Fdi in Regione, Marta Evangelisti, secondo cui «resta irrisolta la questione su chi abbia prenotato la piazza e se l’occupazione di suolo pubblico sarà esente da costi. Qualora fosse», sottolinea Evangelisti, «si tratterebbe di una rinuncia a possibili introiti per il Comune, situazione che merita assoluta chiarezza, soprattutto in virtù delle esenzioni previste dal regolamento». A sera esce una nota: per il palco verranno spesi 20mila euro; gli ospiti saranno «a titolo gratuito». Sul palco, tra gli altri, oltre al giornalista Michele Serra, presenti il collega Gad Lerner e l’attore Paolo Hendel. In videocollegamento Romano Prodi.
CONFRONTO
Torniamo alla natura politica dell’evento, di cui comunque non c’erano dubbi. Nei giorni scorsi Lepore ha annunciato lo slittamento di un giorno, dal 5 al 6 aprile, e la ragione è che il giorno 5 Giuseppe Conte porterà il Movimento in piazza a Roma (il Pd teme la comparazione delle piazze), dove ci sarà pure la tiktoker napoletana Rita De Crescenzo: «Io annanz’ a tutt’ co’ ‘o striscione e tutti arret’ a me», è il grido di battaglia della promotrice dell’invasione di Roccaraso. Torniamo ad occuparcene nell’articolo accanto: la questione è seria e meritevole di un approfondimento.