Alpini, l'affondo di Luca Zaia: "La sinistra odia le divise, basta fango"

di Pietro Senaldilunedì 24 marzo 2025
Alpini, l'affondo di Luca Zaia: "La sinistra odia le divise, basta fango"
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Toccategli tutto, ma non gli Alpini. Non si può essere presidenti del Veneto per plebiscito senza avere una penna nera nel cuore, se non sul cappello. «Lo dico io, che sono obiettore di coscienza: rispetto tutte le opinioni diverse dalle mie, e mi batto perché possano essere espresse, ma sugli Alpini non transigo».

Luca Zaia prende il telefono in mano la domenica di buon mattino, per mettere a tacere le maldicenze su un corpo che «è patrimonio nazionale e dovrebbe esserlo addirittura dell’Unesco, perché le penne nere sono come la Panda: se non ci fossero, bisognerebbe inventarle».

Tutto nasce dalle accuse dell’estrema sinistra agli Alpini, che a Cortina si darebbero da fare per aiutare i lavori per le prossime Olimpiadi. Hanno contribuito a liberare i cantieri dopo la grande nevicata della settimana scorsa, fanno attività di sicurezza perché, oltre alle critiche degli ambientalisti, si sono registrati spiacevoli episodi di vandalismo - sabotaggio e danno la loro consulenza tecnica. La parlamentare Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, ci vede però del marcio e chiede al governo di riferire: «Vogliamo sapere quanti e quali Alpini sono stati impegnati, e per quanto tempo...». Tira in ballo Zaia e i suoi «progetti faraonici, che hanno trasformato Cortina in una città sotto assedio in funzione dei Giochi Olimpici».

Presidente cosa fa, usate gli Alpini come forza lavoro? 
«Sono accuse inventate. Sono al centro della polemica perché, lo confesso, ho voluto fortissimamente le Olimpiadi del 2026, che genereranno, secondo le previsioni della banca Ifis, un giro d’affari di cinque miliardi e trecento milioni e porteranno due milioni di turisti».

In Veneto si avvicina la campagna elettorale, forse qualcuno a sinistra spera di trovare del marcio per riuscire a conquistare una Regione a guida centrodestra che pare inespugnabile? 
«Forse qualcuno, rimasto senza amministratori capaci, vuol far passare l’idea che si possa gestire una Regione, un Paese o un evento senza classe dirigente. Forse dà fastidio il fatto che ormai è chiaro che le Olimpiadi saranno un successo e si vuole screditarle prima che inizino e i fatti smentiscano i gufi».

Gli attacchi ai Giochi come strumento della campagna elettorale? 
«A me pare che certa gente sia in campagna elettorale permanente. Per me la politica è altro: è fare, non è andare contro a prescindere. Prima mi dicevano che prendevo in giro i veneti perché promettevo Olimpiadi che non sarebbero mai arrivate. Poi, quando le abbiamo ottenute, hanno iniziato a sostenere che sarebbero state uno spreco di soldi. Ora che c’è una ressa per prenotare le camere d’albergo, se la prendono con i cantieri e la pista di Bob...».

Già, gli ambientalisti ne parlano come di un ecomostro costato la vita ad abeti storici... 
«La famosa pista dei Giochi del 1960, quella resa immortale anche dal mitico inseguimento di James Bond in “Solo per i tuoi occhi”, era diventata una sorta di discarica a cielo aperto, un cadavere eccellente circondato da un boschetto di 856 abeti...».

Un po’ tristanzuola sì, ma sempre meglio ottocento alberi piuttosto che zero... 
«Meglio diecimila, che sono quelli che stiamo piantando intorno a quella che presto si rivelerà come un’opera architettonica straordinaria, destinata a diventare una pista iconica meta di turismo da tutto il mondo».

D’accordo, ma che c’entrano gli Alpini? 
«Gli Alpini fanno gli Alpini, sono inossidabili e rispondono sempre “presente” quando c’è da dare una mano alla collettività, come con il Covid, come con l’alluvione dell’ottobre del 2010, con 235 paesi e diecimila famiglie sott’acqua. Gli Alpini ormai sono la più grande associazione di volontariato che abbiamo in Italia».

E cosa risponde a chi ci vede del marcio? 
«Chi ha qualche sospetto concreto, vada pure in Procura a presentare le sue denunce. Io sono basito, in questo Paese non si può continuare ad andare avanti con la mentalità per cui, se c’è una carriola piena di malta, c’è per forza un ladro nei paraggi. Ma vogliamo renderci conto che stiamo preparando le Olimpiadi, un evento che porta denaro, autorevolezza, immagine? Dovrebbe esserci una chiamata di popolo perché tutto vada bene».

Invece, presidente? 
«Invece l’opposizione non riesce a fare squadra. Non riesce a dire: che bella occasione. La partigianeria prevale sui contenuti. Dalla sinistra ho sempre visto comunicati contro, ma questo non è un modo maturo di fare politica. Ho tanti amici da quella parte imbarazzati da questo dagli all’untore, dall’offesa continua, dal tentativo di criminalizzare: tutte cose che fanno perdere credibilità a chi le cavalca».

Come se ne viene fuori? 
«La sinistra dovrebbe ricordarsi di avere avuto le sue stagioni più belle quando poteva schierare persone del fare che, come mia abitudine, sapevano valorizzare le cose buone anche se fatte da rivali politici. I Giochi faranno vedere la meraviglia delle Dolomiti a tre miliardi e mezzo di persone e porteranno due milioni di turisti».

Ma poi, ha senso politicizzare le Olimpiadi? 
«No, appunto. I Giochi non hanno colore. Faccio un appello per una “No fly zone” sulle Olimpiadi: sono un patrimonio di tutti, come gli Alpini. La realtà è che i Giochi ormai sono un’ossessione e un motivo di disperazione per la sinistra, perché sono la cartina di tornasole della loro ideologia fallimentare e incapacità di governo. Non a caso chi è contro le Olimpiadi è anche contro gli Alpini».

Già, perché a sinistra ce l’hanno così tanto con le penne nere? 
«Forse dipende dall’odio generale che nutrono per le divise. Basta pensare all’ondata di fango che ha travolto gli Alpini qualche anno fa, al raduno di Rimini, per fatti mai del tutto chiariti poi. La circostanza che sianomilitari, anche se la stragrande maggioranza è in congedo, li fa identificare automaticamente da certe sinistra con la destra, ma gli Alpini non hanno colore politico, non simboleggiano la guerra bensì il darsi da fare per il Paese. L’alpinità oggi è un valore civile».

Presidente, lei sarà ancora in carica quando inizieranno le Olimpiadi, tra meno di un anno? 
«Cito Seneca e le dico: se pensi al futuro tutti i giorni, ti rendi breve la vita. Del mio futuro si parlerà più avanti, io ho tante cose da fare nel presente, ho dato la mia parola ai veneti e onorerò il mio mandato fino all’ultimo giorno. Ho sempre fatto l’amministratore e, in ogni caso, il mio marchio su queste Olimpiadi penso sia indiscutibile. Il mio nome è legato ai Giochi a prescindere».

Sarà tutto pronto al momento della partenza? 
«Sì, cerimonia inaugurale all’Arena di Verona, anche per i Giochi Paraolimpici. L’abbiamo resa il primo monumento italiano totalmente accessibile ai disabili: ci è costato venti milioni e spero che almeno su questo nessuno abbia qualcosa da ridire».