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Marco Rizzo da Vannacci: "Meglio lui che quella str***a", qua viene giù la sinistra
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"Oggi non esiste più il conflitto tra la destra e la sinistra. Esiste semmai il conflitto tra il basso, cioè il popolo, e le élite". Marco Rizzo lo dice chiaro e tondo in un video su Instagram ai suoi compagni, pardon followers.
A Torino, casa sua, è andato appena in scena il confronto diretto con il generale Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega. Uno di destra-destra, direbbero tra i progressisti, con cui però il rappresentante di Democrazia Sovrana Popolare nonché storico comunista italiano sembra avere molti più punti in comune che con Elly Schlein e quelli del Pd. Tanto che, sussurra qualcuno, i tempi sarebbero maturi per un clamoroso soggetto politico "trasversale" guidato dai due uomini forti.
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Una prova, forse, anche le parole dello stesso Vanancci sul palco torinese, per il dibattito organizzato dal Siulp cittadino sulla sicurezza: "Mi auguro che i decreti sicurezza vengano approvati e anche velocemente, ne va della nostra sopravvivenza, noi stiamo soccombendo a questo lassismo", l'appello del generale, secondo cui "la sicurezza è un bene irrinunciabile, non è né di destra né di sinistra ma è un requisito senza il quale nessuna società si può sviluppare. Quindi la sicurezza va garantita a tutti i costi perché senza sicurezza non c'è nulla, prevale su qualsiasi altra libertà individuale ed è questo che forse si è perso come concetto di bene comune".
"Oggi destra e sinistra sono categorie superate, dobbiamo batterci come lavoratori in senso lato, la sicurezza è per il popolo, la titolarità della sicurezza è per le periferie e per i più deboli", ha confermato Rizzo che poi facendo riferimento ai quartieri della periferia torinese "dove sono nato e cresciuto ma che oggi non riconosco più", ha sottolineato: "Questi quartieri una volta erano sicuri, adesso sono come le banlieue francesi, sappiamo come si vive attorno alle stazioni, sono pericolose e il destino dell'Italia non è quello essere trasformata in una grande stazione".
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Davanti alle 400 persone presenti, un autentico bagno di folla, i due impronosticabili colleghi di lotta si scambiano complimenti a vicenda ("Sono d’accordo con Marco", "Dice bene Roberto"), convergono sulla necessità di porre fine alla guerra in Ucraina sottolineando le debolezze dell'Unione europea, addirittura esultano per Donald Trump. "Meglio che abbia vinto lui che quella str***a", commenta Rizzo riferendosi alla democratica Kamala Harris.
E sono entrambi d'accordo sul più grosso problema della politica italiana: la sinistra "di Capalbio" e dei cortei "dei gay pride". Una sinistra, parola di Vannacci, che "ha leccato le terga dei grandi capitalisti fino a ieri, salvo cambiare drasticamente opinione perché Musk appoggia Trump".
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Testimone involontario: un ottimo film con meno successo di quel che meritava
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