Matteo Salvini e lo stupro di Palermo: "Castrazione chimica", un video da record

mercoledì 23 agosto 2023
Matteo Salvini e lo stupro di Palermo: "Castrazione chimica", un video da record
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Numeri da record per il video di Matteo Salvini sulla castrazione chimica dopo lo stupro di gruppo di Palermo: in poco più di 24 ore si registrano oltre tre milioni di visualizzazioni sul profilo TikTok del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, nonché vicepremier, e 335mila like. Un seguito senza precedenti, soprattutto per un intervento puramente politico. 

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"Porteremo avanti in Parlamento il disegno di legge della Lega sulla castrazione chimica, chiedendo di calendarizzarlo in Commissione per votare e approvare al più presto una proposta di buonsenso. Se stupri una donna o un bambino hai evidentemente un problema: la condanna in carcere non basta, meriti di essere curato. Punto", ha dichiarato martedì Salvini sui social.

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Pure sullo stupro di Palermo, dove una 19enne è stata violentata da sette ragazzi, si riescono a creare polemiche...

"A proposito di animali: se in sette stuprano una ragazza, fatico a definirli esseri umani", aggiunge Salvini nel video pubblicato in cui rilancia la castrazione chimica. "Qualcuno a sinistra riesce a fare polemica: 'chissà se Salvini ne parla perché sono stupratori italiani...", riferendosi allo stupro di gruppo avvenuto a Palermo, "ma avete il cervello piccolo se vi attaccate a questo. Uno stupratore o un pedofilo può essere italiano, svizzero, ugandese, neozelandese o portoghese non mi interessa: italiano o straniero che sia la deve pagare fino in fondo. E siccome secondo me sono dei malati, perché oltre che essere criminali sono anche dei malati quelli che mettono le mani addosso a una donna o a un bambino, vanno curati e messi in condizione di non ripetere la loro follia. Quindi, quello che c'è già in via sperimentale in diversi Paesi al mondo, il blocco androgenico, ovvero la castrazione chimica, secondo me in via sperimentale anche in Italia potrebbe servire come dissuasione nei confronti di chi non definisco neanche bestie...", conclude Salvini.