In una lettera pubblicata su Il Piccolo di Trieste, Silvio Berlusconi lancia l'allarme per il porto della città: "Non possiamo lasciare la più strategica delle infrastrutture, il porto di Trieste, nelle mani non amichevoli del progetto cinese della Via della Seta. Naturalmente, la Cina è un interlocutore essenziale per un territorio che vive di commerci, ma il rapporto con la Cina non può essere di subordinazione strutturale. Trieste e il suo territorio sono per la mia generazione il simbolo dell’amore per l’Italia".
Porto di Taranto, allarme della Nato: attenti alla Cina
La Nato aveva lanciato l'allarme sul porto di Taranto nell'estate del 2020 quando in una zona strategica del Med...Quindi il Cavaliere ricorda "la tenace volontà dei triestini di riunirsi alla madrepatria negli anni del dopoguerra, ai tempi dell’amministrazione britannica Zona A, ma anche il martirio delle popolazioni giuliano-dalmate costrette all’esilio, le vittime delle foibe colpevoli solo di essere italiane, la lacerazione di Gorizia simboleggiata da piazza della Transalpina divisa in due dal filo spinato, sono vicende di cui ho un ricordo vivido dagli anni della mia adolescenza, gli anni in cui mi appassionai alle vicende della politica sostenendo la Democrazia Cristiana di De Gasperi. Settant’anni dopo, molte cose sono cambiate, grazie all’Europa e al crollo del comunismo".
Usa e Cina, è scoppiata la guerra in fondo al mare: chi sta vincendo
In fondo in fondo, anzi proprio sommersa, un’altra guerra si sta scatenando tra Cina e Stati Uniti. Un conflitto p...Insomma, Trieste "ha superato l’isolamento e può riprendere la sua funzione naturale di sbocco al mare dell’Europa centrale e di punto di riferimento del mondo balcanico nei rapporti con l’Europa e l’Occidente", prosegue Berlusconi, "il governo di centrodestra sta lavorando in questa direzione: il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che è coordinatore Nazionale di Forza Italia e mio stretto collaboratore, ha posto i Balcani al centro delle priorità della politica estera italiana e ha promosso a Trieste una serie di iniziative volte a raccordare le economie dei paesi balcanici con l’Italia e con l’Unione Europea". In questo senso è necessario "adeguare le infrastrutture: il Friuli Venezia Giulia non può essere escluso dall’alta velocità ferroviaria e l’adeguamento della rete autostradale deve essere realizzato nel modo più sollecito".