Con il taglio dei parlamentari le liste dei partiti sono più ristrette: di conseguenza si allargano quelle degli esclusi, dove si possono trovare anche nomi piuttosto importanti della legislatura che sta volgendo a termine. Soprattutto se si guarda in casa del Movimento 5 Stelle, ci si rende conto del fatto che molti dei nomi a loro modo “iconici” degli ultimi anni non siederanno più in parlamento.
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E così, te ne vai davvero? «Te l’avevo anticipato due anni fa. A settembre trasloco e porto a Milano ...È il caso di Alfonso Bonafede, che verrà ricordato essenzialmente per due motivi: l’introduzione della prescrizione senza fine, poi corretta da Marta Cartabia, e il ruolo da “talent scout” nella scoperta di Giuseppe Conte, segnalato ai vertici del Movimento 5 Stelle direttamente dall’università di Firenze. Si può dire che Bonafede ha creato un “mostro”, con Conte che è stato alleato di tutti e nessuno e poi è diventato leader dei grillini dopo aver fatto due volte il premier. Anche Roberto Fico, presidente uscente della Camera, è stato costretto a non ricandidarsi.
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"Con il Pd credevamo di lavorare su una base progressista comune. Il nostro appoggio a Draghi è sempre stato...Lo stesso vale per Federico D’Incà, che tra l’altro ha lasciato il Movimento 5 Stelle dopo la caduta del governo Draghi, e per Paola Taverna: quest’ultima è una big grillina, ma anche per lei è valsa la regola del doppio mandato che l’ha tagliata fuori. Addio anche a Pierpaolo Sileri, che dopo aver fatto il viceministro - e aver imperversato in tv durante l’emergenza Covid - tornerà a fare il chirurgo.