La corsa al seggio in Parlamento è partita. Complice la riduzione dei deputati e senatori, anche i partiti più grossi sono alle prese con uno sterminato elenco di aspiranti eletti. Il miraggio è il collegio "sicuro", oppure un posto in buona posizione nel listino proporzionale.
Tra i rumors di questi giorni, ce n'è uno che riguarda l'ex ministro della Sanità Beatrice Lorenzin. Nonostante l'ingresso nel Pd nel 2019, e la gestione del ministero durante i governi Letta, Renzi e Gentiloni, pare che la Lorenzin non avrà un seggio sicuro. A nulla potrebbero valere gli accorati appelli contro gli ex amici del centrodestra: «Salute, lavoro, questione sociali e ambientale sono i pilastri della nostra azione» ha detto ieri la deputata Pd, «chiediamo agli italiani di sostenerci contro la peggiore destra di sempre».
Sondaggisti, allarme-urne: "l'esito non è scontato", governo di centrodestra addio?
Il 25 settembre gli italiani saranno chiamati a votare. La domanda, vista la data a ridosso delle vacanze estive, &egrav...Cinque giorni fa aveva votato sì alla fiducia al governo Draghi. Ma Loredana De Petris, capogruppo di Liberi e Uguali in Senato, rischia di stare fuori dal grande listone che si ispira all'agenda Draghi. «Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità e neanche questa volta lo faremo» aveva detto in aula la De Petris, ex grillina passata durante la legislatura a sinistra. «Siamo convinti che ci sono delle emergenze e dobbiamo dare risposte ai cittadini che vivono una situazione di grave sofferenza. Occorre mettere in campo strumenti e misure, come l'agenda sociale e fare correre il Paese sulla riconversione ecologica». Un impegno che non porterà però a un posto per la De Petris nel listone "Democratici e progressisti". Ironia della sorte, uno dei padri nobili del listone è l'anti-Draghi Nicola Fratoianni: lui, il posto, ce l'avrà.