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Mario Draghi tuona contro Putin: "La Russia? Non è Golia...". Che cosa significa davvero questa frase
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Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa a Washington dopo aver visitato la Casa Bianca. Non sono mancati i ringraziamenti di rito a Joe Biden, che ha definito l’Italia un partner forte e affidabile, nonché un interlocutore credibile. Allo stesso tempo, però, il premier ha ribadito che tutti gli sforzi dovrebbero essere concentrati sulla ripresa del percorso negoziale, bruscamente interrotto nelle scorse settimane e mai più ripreso, in attesa che qualcosa cambi in maniera significativa dal punto di vista militare, da una parte o dall’altra.
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“La Russia non è come Davide con Golia, non è un soggetto invincibile. Tutte le parti devono fare uno sforzo per arrivare a sedersi intorno a un tavolo, anche gli Stati Uniti”, ha dichiarato un Draghi non del tutto allineato a Biden, che invece spinge sul “prolungamento” del conflitto, che evidentemente fa gioco agli americani (e non a caso il Congresso ha appena approvato altri 40 miliardi di aiuti all’Ucraina). “Non si deve arrivare a una pace imposta - ha aggiunto il premier italiano - che magari fa comodo agli Stati Uniti, all’Unione europea, alla Russia ma non è accettabile per l’Ucraina. Questa è la ricetta per arrivare al disastro perché a quel punto la pace non sarebbe credibile. Ci sarebbe una finta pace, che poi verrebbe tradita in ogni momento”.
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Quindi Draghi considera “critico” il coinvolgimento di Ucraina e Russia in un negoziato che porti a una pace che sia poi “sostenibile” negli anni a venire. Poi il premier ha risposto a varie domande, compresa quella su Biden più impegnato in aiuti militari che a costruire un tavolo di negoziati: “L’incontro non è avvenuto per giudicarci a vicenda, ma per capire come si può andare avanti. Se si vuole costruire un tavolo è necessario portare entrambe le parti. L’essenziale è non cercare di vincere perché a quel punto non si riuscirebbe a fare la pace: questo - ha chiosato Draghi - è il punto fondamentale”.
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