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Mario Draghi, Dagospia: ecco il giorno in cui darà le dimissioni
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Mario Draghi si è davvero stufato delle continue divisioni all'interno della maggioranza e starebbe pensando alle dimissioni, secondo quanto riporta il sito Dagospia in un retroscena. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è lo scontro con Conte sul Dl Ucraina. "Siccome siamo il partito di maggioranza relativa alla Camera e al Senato, caro Mario valuta bene il no del M5S, un no che si può ritorcere contro di te", ha detto il leader pentastellato. Quindi Draghi ha snocciolato dati e numeri di quando Conte era premier.
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"L'impegno a portare gradualmente le spese militari al 2 per cento del Pil non è una risposta occidentale all'invasione dell'Ucraina. Nasce almeno tre lustri fa e nel 2019, guidando l'alleanza giallo-rossa, fu l'allora premier Conte, al summit Nato di Londra, a mettere la sua firma in calce alla dichiarazione finale che impegnava l'Italia ad aumentare le spese militari al 2% del Pil. 'We must and will do more', dobbiamo fare e faremo di più, scriveva Conte. I massimi senatori 5S, da Taverna a Crimi, mettono oggi per iscritto che bisogna opporsi a questa 'scelta scellerata', dimenticando che fu la stessa compiuta dal Conte II", osserva La Repubblica.
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Conte ha replicato a Draghi: "Non è una richiesta dei 5 Stelle, è la richiesta del popolo italiano". A quel punto Draghi, scrive Dagospia, "ha ribadito che non romperà l‘impegno sottoscritto da Conte nel 2019 con la Nato e che avrebbe informato subito il Capo dello Stato". Ma ora "è apparso anche il nuovo Draghi ammaccato dal flop post-Colle quando ha scaricato il fardello pentastellato nelle mani di Sergio Mattarella. Un Draghi stressato che senza la guerra, avrebbe già mollato al suo destino il governo. Per ora, non è per niente sicuro di arrivare seduto a Palazzo Chigi al voto del 2023. Magari, una volta raggiunta la pace tra Russia e Ucraina, con i peones sicuri del vitaliazio (a settembre), li abbandonerà al loro destino".
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