"Mario Draghi deve rimanere a Palazzo Chigi". Lo ripetono in molto questi mesi, mentre ci si avvicina alla data del voto del nuovo Capo dello Stato. Altri, invece, spingono affinché il premier salga al Quirinale come prossimo Presidente della Repubblica, ma in tutte queste opzioni politiche - il Fatto quotidiano - svela un possibile scenario alternativo: "che sia lo stesso Draghi a quel punto a rovesciare il tavolo. Perché non è affatto detto che l'ex presidente della Bce voglia rimanere premier, nel caso non andasse al Colle", rivela il quotidiano diretto da Marco Travaglio.
Sergio Mattarella, la visita con 3 mesi di anticipo: la leggerezza con cui svela il suo futuro
Nel nuovo libro di Bruno Vespa Perché Mussolini rovinò l'Italia (e come Draghi la sta risanando) si pa...Draghi, rivela il fatto, non vuole uno scenario politico in cui possa esserci una maggioranza governativa diversa da quello che lo sostiene oggi. E con un nuovo Capo dello Stato, che sia di destra o sinistra, l'attuale premier rischia di non avere quel rapporto di simbiosi e sintonia che ha con Sergio Mattarella. Ecco perché prende in seria considerazione di essere lui il successore di Mattarella, per gli stessi motivi di chi lo vuole al Quirnale: la gestione economica del Recovery Fund e quella sanitaria post-Covid. Dal Quirinale Draghi potrebbe finire il lavoro cominciato a Palazzo Chigi.
M5s, quelli che prima di essere eletti dichiaravano zero: ecco perché per Draghi il Colle si allontana
Nel 2018 Eugenio Saitta, 30enne catanese, ha dichiarato al fisco zero euro. Nel 2019, 76.041,54. L'anno scorso 98.47...Il premier sta lavorando in questi giorni alacremente per portare a termine i programmi e le riforme aperte col suo governo: quella della giustizia, quella sulla concorrenza, al fine di arrivare a inizio 2022 con il più del lavoro fatto, per poter poi passare la mano e guidare la ricostruzione dal Quirinale. Non ha infatti gradito l'uscita di Giancarlo Giorgetti sul fatto di guidare il governo anche dal Colle, in una sorta di anomalo semi presidenzialismo. "Se voleva dare una mano all'ex Bce nella partita del Colle, è riuscito ad ottenere l'effetto contrario", scrive il Fatto, ricordando la vecchia regola politica che chi si o viene candidato troppo presto, arriva bruciato al momento di decidere il nome per il Quirinale.