Carlo Calenda uscito soddisfatto dalle Amministrative (il suo partito Azione è stato il più votato a Roma ndr) ha le idee chiare. Il suo obiettivo? Un'alleanza europeista. "Per me si deve andare verso una maggioranza Ursula, che è quella che governa in Europa. La divisione ormai è tra partiti europeisti e partiti antisistema. In tutti Paesi le grandi famiglie politiche si sono alleate per tenere lontani populisti e sovranisti, solo da noi non è successo". Per il piano più che ambizioso l'ex dem intende arruolare il Partito democratico, i liberali, i riformisti e un pezzo di Movimento 5 stelle. Se da una parte infatti Calenda vanta buoni rapporti con grillini come Patuanelli e Todde, dall'altra non nutre grande stima con altri. Uno tra tutti? Luigi Di Maio. "Con lui - svela a La Stampa - sono più in difficoltà, perché al Mise ha fatto uno sfascio e ritengo serva una classe dirigente di qualità, che amministri con competenza".
Silvio Berlusconi al Quirinale, Maria Rosaria Rossi: "Perché non è adatto, chi vedrei bene presidente"
A gennaio Maria Rosaria Rossi ha annunciato il proprio voto favorevole a Giuseppe Conte, nel pieno della crisi di govern...Il leader di Azione non esclude però Forza Italia, sempre che prevalga quella che lui definisce "la linea di Carfagna e Brunetta": "Mi auguro vincano la battaglia interna, credo che avverrà dopo la partita del Quirinale, quando Berlusconi si renderà conto che non riesce a diventare presidente. E forse coglierà la contraddizione di andare in Europa a gridare contro i sovranisti e poi incontrarli nella sua villa a Roma, pensando di governarci il Paese". Non c'è spazio invece per Matteo Salvini e Giorgia Meloni, su cui Calenda è netto: "Se devo scegliere mi butto dalla torre. Credo che Meloni, come avversaria, abbia posizioni più nette e le mantenga con maggiore coerenza. Salvini è più basculante, la mattina dice una cosa e il pomeriggio un'altra".
Carlo Calenda lancia il lodo "Giorgetti-Bersani": "La proposta per il 2023", un agguato maldestro alla Lega
Chiamiamolo "lodo Bersani-Giorgetti". Non solo per il Quirinale: una grande ammucchiata "draghiana" ...Prima però di fantasticare, il governo deve fare i conti con un altro appuntamento: l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. "Draghi - commenta l'ipotesi sul tavolo - sarebbe un ottimo presidente della Repubblica, ma è meglio che resti a Palazzo Chigi, ha bisogno di più tempo per cambiare le cose. Penso che Paolo Gentiloni abbia il profilo giusto, sarebbe uno straordinario presidente".