Tutti parlano e scrivono della presunta rivalità tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti ma le vere tensioni sono interne al Movimento Cinque stelle che vede contrapposti e nemici Luigi Di Maio, ex capo politico e ora ministro degli Esteri, e Giuseppe Conte, l'ex premier alla guida dei pentastellati. I segni dell'insofferenza dei due sono sempre più evidenti, riporta La Stampa in un retroscena. E i risultati delle Amministrative, sostengono i fedelissimi di Di Maio, "apriranno una vera partita". Il primo banco di prova per il ministro degli Esteri sarà la nomina dei membri della nuova segreteria grillina, composta da 5 vicepresidenti, che arriverà subito dopo le elezioni.
FdI, la stoccata di Rampelli a Giancarlo Giorgetti: "Intervista inopportuna. A pensar male si fa peccato..."
"A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca". Fabio Rampelli esordisce così a Omnibus, il pro...Si tratta di tre donne e di due uomini, tra i papabili Mario Turco, Alfonso Bonafede, Chiara Appendino, Alessandra Todde e Paola Taverna. Il primo obiettivo di Di Maio è far entrare la viceministra dell'Economia Laura Castelli nella squadra. "Una quota per noi deve esserci", tuonano i fedelissimi di Gigino mentre lui glissa: "Non mi sono ancora confrontato con Giuseppe". La verità è che per far entrare la Castelli Di Maio dovrà eliminare un nome dalla lista di Conte. Potrebbe quindi essere depennata la Todde, viceministra allo Sviluppo economico e braccio destro di Stefano Patuanelli.
Silvio Berlusconi a La Stampa: "Salvini o Meloni premier? Non scherziamo". Smentita, è giallo
Sta "molto bene" Silvio Berlusconi e "forse già da lunedì prossimo i medici mi daranno via ...I fedelissimi di Conte proprio in questa ottica temono l'asse tra Di Maio e Giorgetti, che guida proprio lo Sviluppo economico: "Da settimane Giorgetti non fa altro che isolare Todde per indebolirla", si sfogano. Nella guerra fredda tra Di Maio e Conte, Luigi parte in svantaggio, ma dalla sua parte c'è che ha ancora il controllo di ampi territori al Sud e i malumori che crescono nel gruppo parlamentare nei confronti di Conte. A partire dalla gestione di Rocco Casalino della comunicazione con la lista di chi può andare in tv e chi no. E in quella lista non c'è nessuno di vicino al ministro.